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TuoVideo.it

By admin_temp   /     Feb 15, 2007  /     z_Post  /     47 Comments

Sto finendo www.tuovideo.it
Italiano, in italiano, con video italiani. (per ora ovviamente quasi vuoto)
Siete i primi a saperlo. Provate a uploadare qualcosa, così vedo se crolla tutto ai primi video ;)
Sperimentare, sperimentare, sperimentare. Ormai più che un motto è un dogma che mi toglie il sonno.

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Marketing e innovazione: strategie e strumenti per vincere le sfide di mercato

By admin_temp   /     Feb 13, 2007  /     z_Post  /     3 Comments

L’8 marzo 2007 al Centro Congressi Fondazione Stelline (Corso Magenta 61, Milano)
parteciperò ad un convegno sul Marketing e l’innovazione.

Parlerò prevalentemente di web 2.0

L’invito è esteso a tutti i miei amici digitali, quindi anche a te che stai leggendo. L’ingresso è gratuito.

Partecipano:

-Enrico Sassoon, Direttore di Harvard Business Review
-Walter G. Scott, Professore di Marketing presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano
-Alessandro Di Fiore, Chief Executive Officer Venture Consulting SpA
-Roberto Verganti, Professore di Gestione dell’innovazione presso il Politecnico di Milano
-Mario Bagliani, Senior Consultant Valdani Vicari & Associati
-Testimonial: Carlo Iantorno, Responsabile Corporate Marketing e Citizenship di Microsoft Italia
-Franco Giacomazzi, Professore di Marketing industriale presso il Politecnico di Milano e Presidente di AISM, Associazione Italiana Marketing
-Marco Camisani Calzolari, Presidente Speakage

Questo il link al convegno.

Questo il link per l’iscrizione online.

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Capuozzo terra terra

By admin_temp   /     Feb 12, 2007  /     z_Post  /     18 Comments


Terra è il nome del programma, terra terra è il modo in cui sono riusciti a parlare della Rete.

La nuova omertà televisiva sembra essere quella di non parlare di YouTube e suoi derivati.

Però incredibilmente Terra sembrava aver rotto il silenzio.
Aspettavo la puntata di questa sera riponendo buone speranze in Capuozzo, un buon giornalista sempre acuto e attento.

Invece è andata male anche questa volta.

Questa è stata la scaletta percepita:

-Intro che non fa capire nulla a chi non ha mai frequentato i video sul web.
-Guerra e violenza
-Paperissima
-Sesso

Finito.

Hanno descritto YouTube un business senza un modello.

Ovviamente non hanno chiesto a Google cosa ne pensa…

Racconta YouTube come se esistesse solo lui, non offre una visione realistica di tutti i siti che offrono video ondemand in ogni nicchia, modalità, settore.

Ha spiegato che di italiano su YouTube c’è poco.
Quando bastava girare lo sguardo a Libero Video per scoprire che in Italia fa numeri più elevati di YouTube o Coolstreaming fa numeri da prima serata TV.

Il primo blocco, il più lungo è dedicato esclusivamente a immagini truculente, Nazi-Skin, Black-block, polizia brutale, Britney Spears e affini sotto l’effetto di droghe, etc.

E poi la Lezione di Corano alla bambina di 3 anni, le ragazzine palestinesi di 11 anni già votate al martirio che dicono che è “cosa buona”.
Il tutto enfatizzato dalla voce fuori campo che ha lo stesso tono di quando cerca la lacrima del telespettatore dopo un attentato agli italiani in missione.

Poi ancor esplosioni, immagini violente, accenni a webcam e telefonini che “aggirano regolamenti”.

La voce fuori campo continua a generalizzare al punto di affermare che “il web dice che Falluja andava presa per rompere la spina dorsale del terrorismo“.

Mentre io pensavo: ma se non riusciamo a far approvare una legge sui costi di ricarica?

Poi altri copri, sangue e altri soldati.

La voce insiste, accenna ai blog ma poi sfuma in un “ma c’è anche molto voyerismo, è un giganstesco album telematico di vita, sangue, vergogna e terrorismo“.

E continua: “nonostante le censure in rete si continua a trovare di tutto: come si diventa kamikaze, come si costruisce una bomba…”

Pubblicità.

Prendo fiato. Spero che il secondo blocco sia diverso. Immagino che Capuozzo nel primo blocco si sia fatto prendere dalla deformazione professionale del reporter di guerra.

Secondo blocco.

Pochi secondi di una brutta copia di una sorta di Paperissima acchiappaaudience, in cui i filmati non sono nemmeno quelli peculiari del web.
Per assicurarsi i detrattori hanno fatto vedere l’irriverente video del Jesus che canta I will Survive. Per chi lo conosce, hanno però tagliato prima della fine, che con tutto il rispetto, era quella che dava senso al video…

E poi frettolosamente si passa a quel che un buon programma televisivo deve tenere alla fine: il sesso!

Un po’ di nudi, simulazioni varie, in una brutta copia, questa volta di Lucignolo.

La voce fuori campo dice che su Internet le scene hot si fermano 1 minuto prima…
Ma hanno mai navigato in Rete?

Poi basta, finito. Appare Capuozzo che dice che anche per oggi si finisce qui.

Non credo serva aggiungere altro…

Ancora una volta hanno confuso mezzo e contenuto.
Un pessimo servizio per chi non capisce e vuole capire.

Nessun accenno ai video utili, ai video formativi, e perché no a quelli divertenti anche se non necessariamente irriverenti. Di Mentos e CocaCola nemmeno l’ombra.
Ma siamo in TV e certe cose non si possono vedere…

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Consiglio personale

By admin_temp   /     Feb 11, 2007  /     z_Post  /     24 Comments

Ai cari amici digitali che spesso mi conoscono molto meglio di alcuni vecchi amici analogici, vorrei chiedere un consiglio.
Trovo che sia un gran peccato non chiederlo a chi ripone in te stima a sufficienza per leggerti periodicamente… Inoltre se come nelle amicizie e nell’amore anche virtualmente l’empatia è spesso reciproca, credo proprio di avere bisogno della vostra preziosa opinione.

Perdonatemi, si tratta di una vecchia domanda, non banale, che non ha perso ne smalto ne attualità. Nella fattispecie per me poi è più attuale che mai.

Meglio essere Re di un piccolo regno
o Ministri di un grandissimo regno?

Avrei bisogno della vostra opinione per riflettere meglio su una scelta da operare.

Grazie mille.

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Se Wikipedia chiude…

By admin_temp   /     Feb 08, 2007  /     z_Post  /     17 Comments

Scoble segnala che Florence Devourad, chairwoman di Wikipedia, dichiara che la fondazione ha l’autonomia finanziaria per sostenere l’enciclopedia collaborativa ancora er 4 mesi. Poi saranno finiti i soldi per pagare i server su cui è ospitata.

Io credo che tuttavia non chiuderà, troverà un nuovo modello di business alternativo a quello delle donazioni su cui si basa adesso.

La mia vera preoccupazione è l’effetto psicologico che potrebbe scatenare in tutto il mondo. Pochi saranno in grado di comprendere le singole peculiarità del progetto e di quel modello di business. Pochi quindi si riferiranno al modello, i più generalizzeranno insinuando dubbi sulla sostenibilità della Rete e del web 2.0.

Ancora oggi la domanda più frequente che mi rivolgono gli A.D. delle grandi aziende italiane è: “Non ho ancora capito come si guadagna su Internet”.

Ho paura della percezione “bolla 2.0″ che in Italia non tarderebbe a manifestarsi in quanto metà di chi controlla gli investimenti non conosce la Rete, la sta subendo, e non vede l’ora che qualcuno dimostri che anche questa volta gli atomi sono più importanti dei bit.

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Adsense alternative?

By admin_temp   /     Feb 07, 2007  /     z_Post  /     19 Comments

Adsense stringe sempre più la sua policy (Via MarketingRoutes).
Le alternative italiane non sono molte, ma tutto sommato varrebbe la pena di provarle.
La maggior parte dei blogger con i ricavi di Adsense quando va bene riesce a pagarci la prima colazione al bar (io compreso), tuttavia credo che per molti sia un modo per sperimentare nuove forme di revenue piuttosto che tentare di manterere la fuoriserie (oddio che definizione desueta! Ma esistono ancora le fuoriserie?)…
Ho cercato un po’ in giro alternative per deGooglizzare la mia vita digitale che purtroppo ormai è nelle loro mani.
Ho voluto provare Zanox.
Pagano a ‘obiettivi’ e non a click.
Per ora mi piace. Chissà se sopravviveranno alla settimana… :)

“La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza.” (Albert Einstein)

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Perché i blogger attraversano la strada?

By admin_temp   /     Feb 05, 2007  /     z_Post  /     49 Comments

 

  1. Lele Dainesi: Appena me lo dite, ci faccio un podcast
  2. Marco Montemagno: Guardate questo video pazzesco con i blogger che attraversano la strada!
  3. Gaspar Torriero: I blogger non attraversano la strada fanno molto di più
  4. Dotcoma: Per scappare dal Vaticano e da Silvio
  5. Beppe Grillo: RESET! E’ pazzesco… E’ ora di finirla con questi come si chiamano… blogger che fanno del cose schifose come attraversare la strada. La strada è di tutti, è un diritto di voi cittadini e i nostri dipendenti blogger devono relazionarci su quante volte la attraversano e perché. Vergogna! RESET!
  6. Totanus: Ho aperto un wiki “i nonblogger che attraversano la nonstrada”
  7. Roberto Dadda: Non sono d’accordo, e poi cosa intendi esattamente per blogger che attraversano la strada?
  8. Vittorio Pasteris: Perché Marco ha aperto un wiki sui blogger che attraversano la strada. Infatti a Torino capita spesso di vederli attraversare.
  9. Andrea beggi: Ecco uno screencast su come attraversare la strada con tutti i drivers aggiornati.
  10. Tiziano Fogliata: Si tratta di Crooooossroadz.com il nuovo servizio web 2.0 per attraversare la strada
  11. Stefano Vitta: Perché finalmente dall’altra parte della strada ci sarà una rete WIFI aperta!
  12. Luca De Biase: Su Nova della prossima settimana si parla di blogger che attraversano la strada
  13. Massimo Mantellini: Anteprima su Punto Informatico: i blogger da domani attraverseranno la strada
  14. Marketing Usabile: I blogger attraversano la strada per percorrere nuove strade più innovative
  15. Vittorio Zambardino: Alberto Berretti vi spiegherà meglio di quanto possa fare io…
  16. Luca Conti: Mah, è sicuramente una bella notizia e mi fa piacere saperlo. Se riesco ne scriverò un post.
  17. Marco Cattaneo: Personalmente penso che stiano obiettivamente cooperando e collaborando per raggiungere un obiettivo comune, quello di raggiungere l’altro lato della strada. 
  18. Maestrini per caso: Se volete ve lo spiego io il perchè.
  19. Luca Mascaro: Per capire il motivo prima bisogna progettarne l’architettura.
  20. Stefano Quintarelli: Il problema è che la strada è di un solo operatore.
  21. Marco Zamperini: Non lo so ma dal Giappone mi hanno appena mandato il frogger portatile. Una goduria!
  22. Layla Pavone: Dagli ultimi dati si evince che la percentuale di blogger che attraversa la strada lo fa per andare a comprare un vanghetto.
  23. Marco Camisani Calzolari: I blogger che attraversano la strada sono cittadini digitali che vanno tutelati. Cosa succederebbe se un giorno non ci fosse più la strada da attraversare?
  24. Thumbria: Perché sono liberi di farlo!
  25. minimarketing: Perché il mercato degli attraversatori è molto sensibile alle modalità in cui si crea la domanda.
  26. Davide Salerno: Non è detto che abbia un senso…
  27. Gianluca Masina: Cosa c’entro io con i blogger che attraversano la strada? :-)
  28. Pensierineccesso: Per andare in bagno a pensare ai fatti loro!
  29. Robert Scoble: One of Microsoft’s smartest researchers says that bloggers are crossing the road looking for an XP upgrade.
  30. Robin Good: Cross roading Ads by Google
  31. Il Giulivo: Per scappare da Prodi
  32. OKNOtizie: Blogger tenta di attraversare la strada. Finisce male.
  33. Corriere.it: Un gruppo di hacker ha messo su Internet un video di alcuni ragazzi che attraversavano la strada.
  34. ANSA.it: Hacker coi telefonini invadono la privacy di chi attraversa la strada.
  35. TG1: Vediamo il servizio di Laura Laurotti che è andata in un Internet Cafè per chiederlo a qualche cybernavigatore.

[AGGIUNGI ALTRI sul WIKI] (è possibile ripetere i nomi dei blogger già elencati ma con risposte diverse)

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Nuntereggae più.

By admin_temp   /     Feb 03, 2007  /     z_Post  /     5 Comments

Abbasso e alè, nunteregghe più, abbasso e alè, nunteregghe più, abbasso e alè con le canzoni senza fatti e soluzioni… 

Quanti tra i miei lettori hanno l’età per ricordarselo?

Presso questo link il testo della canzone.

E qui sotto una preview audio.

E’ grande brano che celebra il populismo nichilistico.

Se non ne potete più di Twitter, blogrolls, meme, autoreferenzialità, blog etica, blog credibilità, crosslinking, nopixels, RSS, cocomment, Feedburner, WordPress, Top 100, BarCamp, MArketingCamp, YouTube, e code lunghe. E non avete voglia di riflettere troppo perché il weekend è alle porte, vi suggerisco questo mantra: mandate in play il brano, poi cantate a voce alta, sostituendo quanto Rino Gaetano non sopportava più con quanto elencato qui sopra. Ripetete più volte durante il weekend. Ne avrete giovamento.

Lunedì ricomincerete la settimana come nuovi. Pronti per nuovi esperimenti digitali.

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Web 2.0, read/write o dead/write?

By admin_temp   /     Feb 01, 2007  /     z_Post  /     52 Comments

Il web partecipativo si basa sul principio che l’utente nel farsi i fattacci suoi, genera valore anche per gli altri. Questo è l’attaggiamento partecipativo. Da non confondere con quello collaborativo o cooperativo che prevedono una sorta di consapevolezza attiva.

Nella fattispecie si tratta di trasferire online parte di se. Dai video agli appuntamenti, ai contatti, etc. 

Ogni giorno nascono nuovi servizi del web 2.0 che col tempo tenderanno a sostituire completamente i siti web precedenti, sino a perdere l’appellativo che a quel punto perderà significato.

La gestione e l’archiviazione dei propri dati tende a spostarsi dai software locali ai servizi online.

In pochi mesi sono nati centinaia di cloni di YouTube, migliaia di social website e milioni di importanti pezzi di vita personale sono affidati ai singoli website, alle singole start-up.

Cosa succederà quando incomincerà lo sfoltimento fisiologico?

Quali garanzie per la vostra agenda, rubrica, foto, video, etc?

Una startup non startuppa e chiude, spegne i server e li vende. In quel momento ha altro a cui pensare che rispondere alle email e non ha denaro per la gestione dei dati da restituire.

E’ quindi corretto continuare ad aumentare i dati che si affidano ai servizi online oppure no? Che ne pensano i bloggers? Ovvero i più attivi nella sperimentazione degli strumenti deò web 2.0?

MI piacerebbe sapere cosa ne pensa Tommaso, Paolo, Francesco, Marco, Karim, Vittorio, Miriam, Mauro, Stefano, AndreaMatteo, Matteo, Tiziano, Michele, Massimo, Filippo, Stefano, Luca, Francesco, Stefano, Davide, Lele, Luciano, Andrea, Tommaso, Andrea, FilippoMaurizio, Antonio, Luca, Luca, Luca, Marco, Pierluigi, Riccardo, Stefano, Giorgio, Stefano, Marina, Marica, Mary, Cristian, Emanuele, Stefano, Maxime, Mauro, Andrea, Massimo e la tua.

Tra read/write e dead/write cambia solo una consonante…

UPDATE: grazie a Francesco, Luca[mini]marketing, Pietro, Gianluca, Marco, Doxaliber, Stefigno, Gianluca, Giovanni, Frangino, don Tommaso, Downloadblog, Luciano, Dario, Filippo, Thumbria, MaximeVittorio, Davide, Luca, Paolo, Tiziano, Biagio, Miriam, Matteo, per aver contribuito con il loro parere sul loro blog o nei commenti qui.

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