Un video vicino al mio intervento al BarCamp di Roma



In attesa che siano disponibili i primi video, vi ripropongo un mio “vecchio” video in cui auspicavo un mondo digitale molto simile a quello oggetto del mio intervento al BarCamp.
Buona visione.

Reader Comments

Bellissimo il video, quanto sarebbe bello, purtroppo credo che possa accadere solo in un mondo perfetto. L’importante è crederci, farsi sentire e lottare.

Ottimo lavoro.

Il video è molto bello, ma temno che questa contrapposizione “noi” – “loro” sia piuttosto fuorviante.
In realtà la rete è uno strumento di comunicazione e gli strumenti di comunicazione non possono certo prescindere dalle regole, il vero problema non è se regole debbano esserci, ma è quali regole siano adatte ad uno strumento tanto diverso da quelli cui siamo stati abituati fino ad oggi. Peraltro se vai a vedere la storia delle tecnologie il telegrafo presentò problemi di normativa identici.
E’ vero che non si incolpa l’aria per i suoni che trasporta esattamente come non si incolpa il proiettile per un omicidio, ma il loro uso viene normato e per comportamenti illeciti o lesivi dei diritti degli altri ci sono delle sanzioni!
bob

Oddio il metamondo…quanto tempo è passato!?!??!?

Mi sembrava una rappresentazione artistica, non si dovrebbe forse prenderla troppo alla lettera (contrapposizione noi-loro). Invece sul tema delle regole, il problema sussiste ed è complesso e meriterebbe una discussione separata. Facciamola.

Si, confermo. L’intenzione è quella. Non è da leggere come se fosse un libro di testo, ma da assumere via ’sensazioni’.

Se questo video è “da assumere via ’sensazioni’”, rappresenta la sensazione sbagliata che impedisce tuttora ad internet di emergere strutturalmente (a parte lodevoli singoli casi, quindi) da sistema di condivisione delle informazioni a sistema di creazione della conoscenza (affidabile).
In altre parole l’idea che internet debba essere il luogo della “libertà assoluta” è sbagliato. Innanzitutto perché ogni cosa ha delle conseguenze nel mondo reale, ad esempio impedire la diffusione della pedofilia, tramite qualsiasi mezzo, è sempre un bene.
In secondo luogo perché permettere indiscriminatamente a qualcuno di dire che la Terra è piatta è privo di senso, non è una grande conquista della libertà di espressione, ma un modo per permettere a qualcuno malintenzionato od ignorante di acquisire un controllo su altre persone ignoranti. Infatti nella realtà nessuno dice pubblicamente cose del genere, non perché sia vietato, ma perché gli si dimostrerebbe il suo errore. Invece in internet possono esistere siti come disinformazione (un nome, un programma)

Con questo non voglio dire che si debba impedire legalmente a qualcuno di esprimersi liberamente, ma che sarebbe utile fornire degli strumenti per valutare la competenza di un determinato soggetto o la validità di una determinata teoria/analisi.
Infatti, attualmente, possiamo dire affidabili, se la nostra competenza in un campo è zero, soltanto quei siti autorevoli perché “verificati” attraverso altri sistemi esterni alla rete, ad esempio quello di un governo o di una rivista famosa.
Questo sistema è doppiamente dannoso, infatti fa sì che internet non sia nient’altro che luogo per la diffusione di notizie non informate oppure come cassa di risonanza per soggetti autorevoli di per sé, o, peggio, l’autorevolezza di una fonte sia calcolata in base a sistemi arbitrari, come il numero di visite o link.

Pertanto non potremo parlare di internet come vero strumento di libertà fino a quando non esisteranno sistemi di identificazione come quelli illustrati, ad esempio, su identity20, o href=”http://identityblog.com/”>identityblog.
Infatti in base ad essi si potrà cercare di sapere, ad esempio, se chi scrive è laureato oppure se discusso con altre persone di pari competenza la sua tesi, etc. In altre parole sapere, almeno in modo indiretto, verificare la sua affidabilità.

Gabriele,
d’accordo, ma forse la natura ‘creativo/artistica’ del video non ti ha fatto cogliere il messaggio più profondo: sostengo che il mezzo non può essere regolamentato. Non il messaggio che lo percorre. E’ una differenza fonndamentale, e da cogliere per comprendere il senso del video e della Rete.
Il video fotografa la realtà. La Rete è così come la descrivo.
Io per esempio sono per l’anonimato protetto (ovvero se fai qualcosa di illegale allora posso sapere chi sei, altrimenti no). Il punto è cos’è legale e cosa non lo è. E in questo momento storico c’è ancora troppa confusione “la fuori” perché si possa lasciare normare “qui dentro”. La maggior parte dei nostri politici non sa cosa sia un website. Pensa che sia una versione povera di un portale. I loro consulenti sono uomini di “contratto”, non di cultura digitale. La gente, la maggior parte dei cittadini non è ancora in grado di comprendere il significato di temi come la Net Neutrality, invece fondamentali per il futuro del nostro paese e del mondo intero.
Questo video è come un dipinto (o appunto una canzone), dovrebbe creare sensazioni e far pensare un po’. Per i dettagli ci si può infromare altrove ;)

Thumbria mi sa che hai sbagliato l’esempio, il premio Pulitzer Friedman ha appena pubblicato un libro dal titolo “the world is flat” in cui si parla dei processi di convergenza e di globalizzazione. Secondo Friedman il mondo è nuovamente piatto. Qualche volta le parole sono misleading. Comunque il tema che tu sollevi è importante, ma credo che non dobbiamo dimenticarci mai il princio che una libertà è tale fintanto che non lede quella di qualcun’altro. Con la “disinformazione” dietro alla libertà di espressione si possono celare attacchi a libertà altrui. Hai quindi ragione a mio avviso. Ribadisco comunque l’idea che il giusto dibattito che tu richiami e il video di Marco sono due cose differenti. Il video deve evocare sensazioni e stimolare il dibattito. Su questo credo abbia avuto successo. Ora si può discutere, hai posto alcune questioni su cui dobbiamo assolutamente interrogarci.

Ciò che giusto e ciò che è sbagliato…Immaginate che Internet non esista, è solo un elemento in più. Internet parla principalmente di se stesso, non a caso “Meta-Mondo”…tutto il resto ci sarebbe ed accadrebbe comunque anche senza di essa…
Io non voglio utilizzarla secondo specifiche etichette, parlerei più di educazione al modo di generare e fruire informazione, poi che sia fonte autorevole o meno…chi se ne frega!Anzi…

In effetti mi sono un po’ dilungato ed uscito fuori argomento, volevo dire che l’idea, la sensazione del video, è un po’ quella, sbagliata e vagamente adolescenziale, di difendere la purezza di internet dai tentativi di regolamentazione.
In effetti è un’ottima foto della situazione reale, ma una pessima idea per il futuro.

In realtà penso che sarebbe più corretta l’idea di farne uno strumento più utile e legato al mondo reale, perché, appunto, adesso internet è una sorta di meta-mondo, come qualcuno ha detto, il che limita la sua utilità. Ed anche la sua libertà, perché è veramente limitante non poter sapere se quella certa teoria/notizia affascinante che hai scoperto su internet è vero oppure è solo frutto dell’incomprensione di un argomento da parte dell’autore.

In sintesi contesto proprio l’opera d’arte e la sensazione che esprime. Voglio la libertà, ma non può avere quella forma.

Per il resto concordo con l’autore.

è un’emozione, il tuo video è un meme (http://framesofmind.wordpress.com/2007/01/17/il-software-delle-nostre-menti-il-meme/)
…e come tale ha implicita in sé il movimento, la tendenza ad agire…nel meta-mondo
grazie
buona vita

Eshun,
grazie mille!

il video sicuramente uno spunto interessante. ho guardato su Youtube e l’ho trovato, ho anche scoperto che è stato visto tantissime volte (le ho confrontate cercando video di artisti famosi)…questo può voler dire solo che è piaciuto molto e che se lo sono passato, proprio nella filosofia “retiana”.

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