Bloggers: ospiti della Rete o Cittadini?



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cittadìno: cittadìno
s. m. (f. -a)
chi abita in una città; chi in una città partecipa del diritto di cittadinanza
est. chiunque partecipi della cittadinanza di uno Stato
all’epoca dei Comuni, chi aveva posizione giuridica intermedia fra il popolo e la nobiltà
durante la rivoluzione francese, appellativo con cui ci si rivolgeva a tutti, abolendo ogni altro titolo distintivo, per sottolineare l’uguaglianza degli uomini
agg., della città e dei suoi abitanti.
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òspite: òspite
s. m. e f.
la persona che è ospitata
ospite d’onore, cantante, attore o personaggio che interviene in uno spettacolo, in una manifestazione, in una cerimonia e sim., in qualità di ospite di maggior prestigio.
in biologia, organismo che accoglie un parassita.
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I blogger italiani sono Cittadini o ospiti della Rete?

Sono parte attiva nella tutela e nello sviluppo di Internet?
Oppure affrontano questi temi un po’ come si fa con l’ambiente : “qualcuno se ne occuperà sicuramente…”.

Oltre al gioco dei meme e a quello del blogroll o alle discussioni su cos’è un *Camp, sapranno produrre o aggregare pensieri su temi di fondamentale importanza per la sopravvivenza della Rete?

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Reader Comments

Credo che i bloggers stiano diventando i guardiani della Rete. Anzi,templari.
Una “forza armata” di…libero pensiero, che vigila su questo meraviglioso strumento di democrazia che è il Web, affinchè nessuno vi ponga restrizioni ed anacronistici controlli.

MarketingParkp, mi fai un esempio in cui i bloggers fanno i guardiani della Rete?

Eheh possibile che per essere più chiari possibili bisogna utilizzare il De Mauro ?
Le tue domande Marco le condivido in toto,per questo mi aspettavo da questi eventi una fase successiva,di costruzione di qualcosa di concreto: i bloggers a quanto pare si aggregano con più piacere quando si tratta di linkarsi,di polemizzare,di discutere della nuova moda geek o meno. Insomma forse i tempi,almeno qui in Italia,ancora non sono maturi per affidargli compiti più attivi e propositivi (quali quelli di difensori digitali): spero di sbagliarmi.

Una rete stradale con immense vie di accesso ma zero indicazioni. Questa è la mia definizione relativa ai blog, con i quali ho potuto conoscere numerose persone soprattutto “cliccando” sui vari link messi a disposizione all’interno delle loro pagine web. Non mi aspettavo sinceramente che questo fenomeno di comunicazione potesse essere una “sottorete” nella Grande Rete (Internet), forse ancora più difficile da controllare. Fin qui tutto ok, il sogno di molti navigatori è quello di leggere le notizie e commentarle, sfogarsi e dibattere. Ho notato due aspetti che mi convincono meno: il primo è quello che ogni blog fa storia a sé a cominciare dalla formattazione del testo e del layout grafico. Ci si ritrova a entrare nelle varie stanze passando da colori smorti a tonalità più accese, testi di dimensione variabile, insomma un frullato che alla lunga può tendere a stancare. Su questo ci si potrebbe anche passare sopra. Vorrei che ci fosse più interoperabilità tra i blogger, studiando come nuovi approcci verso l’esterno, non vorrei che il termine blog divenisse sinomino di corporazione (purtroppo tanto presenti nel nostro paese), casta chiusa. Sembrerà un’affermazione troppo dittatoriale, servono però delle regole di “comportamento” soprattutto a livello di impaginazione, senza un minimo di standard c’e’ troppo caos. Bisognerebbe anche cercare di “creare” nuove notizie, basta commentare spesso soltanto le news lette da testate straniere, ci vuole più citizen journalism e meno filosofia. Ho detto la mia. :)

Gianluca,
infatti mi sono dimenticato una domanda:

Sono i blog che ‘fanno notizia’ o le notizie che ‘fanno’ i blog? ;)

@ MCC:
per risponderti (commento n°3) mi basta ricordare alcuni recenti tentativi – da parte del burocrate di turno – di porre anacronistiche limitazioni al quotidiano publishing sul web (ne ho scritto anch’io qui
http://marketingpark.blogspot.com/2006/10/quando-lautoconservazione-diventa.html

http://marketingpark.blogspot.com/2006/09/distonie.html

http://marketingpark.blogspot.com/2006/10/rassegne-stampa-addio.html ).

Certe iniziative stavano mettendo in serio pericolo la libera diffusione dei contenuti (e di fatto dell’informazione), soprattutto sui blog/siti amatoriali.
Il popolo della Rete, sempre vigile, ha generato discussioni e proteste per settimane. Un tam-tam fatto di post ed articoli, potente, visto che è riuscito a far rientrare certi intenti.

Marco: al momento spesso sono i blog che fanno notizia ma sarebbe molto meglio che le notizie ‘facessero’ i blog. :)

Vuoi dire che sono di più ì giornali scrivono di notizie che nascono dai blog di quanti siano i blog a scrivere di quanto ’succede’ sui giornali?
La mia domanda era quella… Eccezioni che confermano la regola escluse ovviamente.

Marco: no.
Al momento secondo me in Italia i blog si riempiono soprattutto di notizie che troviamo sui giornali o su altri mass media stranieri (dove tra l’altro la cultura dell’utilizzo dell’online è più radicata).

Personalmente non riesco a vedere i bloggers come guardiani della rete o cittadini digitali a tutto tondo.. Li vedo come ospiti privilegiati, un navigante guarda, un blogger scrive. Poi è vero che spesso si parla di ciò che si legge, ma la cronaca ci dimostra che un po’ di influenza la possono avere anche le cose che nascono dalla rete. Pur con tutte le strumentalizzazioni del caso, la faccenda sui costi di ricarica ne è un esempio.

Aiutami a capire.
Per esempio, chi di questi blog si è occupato del tema?
http://it.blogbabel.com/metrics/

[...] Diventare cittadini Posted on January 27th, 2007 in italiano by thumbria Marco Camisani Calzolari, un esperto di marketing e della rete, si chiede: Bloggers: ospiti della Rete o Cittadini? [...]

La faccenda dei costi di ricarica è partita mesi fa da andrea d’ambra.. il blog è http://www.andreadambra.eu/
Poi il governo ci ha messo il cappello, ma il risultato è stato ottenuto..

Davide,
domanda retorica: secondo te quella è l’eccezione o la regola?

Non c’è dubbio che sia un’eccezione.. ma può far sperare.

Accettato il fatto che le cose non vanno bene, si dovrebbe passare a proporre soluzioni.

Innanzitutto penso che si debba creare uno schema in modo da rendere accessibile il discorso anche agli occasionali lettori/scrittori sul tema.
La prima cosa che mi viene in mente è creare una discussione, ovvero la sensazione di una discussione, ad esempio se si usano tag e/o categorie si può inserire tra queste “cittadinidellarete”, in modo che tramite servizi come technorati sia possibile vedere qualche spunto di discussione.
In secondo luogo potrebbe giovare mettere all’inizio del post, qualcosa come argomento: nome_argomento [con link ad una pagina contenente le spiegazioni per chi eventualmente avesse bisogno di una introduzione oppure un semplice attributo title], livello: [es. neofita, esperto, geek] (Posizione [contro, favore] ove applicabile), e così via… volendo giocando con i trackback (oppure il feed di ItalianDigitalBlogs) si potrebbe anche trovare il modo per raccoglierli e classificarli.

Lei, essendo esperto di marketing potrebbe sicuramente dare qualche consiglio più specifico, ma in generale credo che sarebbe utile fare esempi concreti e vicino all’utente normale, del tipo: che fine farebbe YouTube se… non ci fosse la neutralità della rete ? Dall’esempio concreto per spiegare il fenomeno.

In altre parole, considerando che non si può costringere nessuno a parlare di qualcosa, si può almeno tentare di rendere più facile al maggior numero di persone seguire chi ne parla.

Questo giusto come base.

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