Basta col www !



Dai giornali, alla TV, alle email e comunque in qualunque forma scritta, l’utilizzo del WWW per indicare un sito internet è profondamente stucchevole.

E’ difficile da pronunciare (fa perdere molto tempo)

E’ lungo da scrivere (sui giornali è spesso impossibile citare tutte le fonti a causa della lunghezza degli URL)

E’ in sostanza ormai molto inutile

Era una pratica utile quando non il web non era entrato nella cultura popolare.

I domini di terzo livello www sono una convenzione per riconoscere dal nome un servizio web. Tuttavia i tecnici più compassati dissentiranno sostenendo che un ftp.nomedominio.com  chiarisce subito che la richiesta dovrà essere effettuata sulla porta 21, che è quella standard per il protocollo File Transfer (Protocol). Così come www.nomedominio.com chiarische che la richiesta di dati dovrà essere effettuata via protocollo HTTP (ovvero il web sulla porta 80 se standard).

Io però mi occupo di comunicazione anche se per farlo in ambito digitale sono sempre molto attento e aggiornato sulle questioni tecniche, perché altrimenti non potrei comprendere a fondo le peculiarità di ogni singolo fenomeno/prodotto/pratica, etc, in quanto oggi la tecnologia è abilitante e perciò determina forma e contenuto del messaggio.

Tuttavia non è ancora possibile comunicare escludendo completamente il www quando si cita un dominio perché non tutti hanno configurato il proprio DNS (quella sorta di guida telefonica mondiale che traduce i nomi pronunciabili in indirizzi IP) per funzionare senza www, ovvero per inoltrare la richiesta al protocollo http e al relativo server web.

Quasi tutti i nuovi servizi web 2.0 usano DNS configurati per raggiungere il server web anche senza digitare il prefisso www. Questo perché la maggior parte degli hosting provider offre di default una configurazione del genere.

Per questo motivo quando scrivo sulla carta su Nova, su ADV o altre, evitando il www posso citare tutti quei domini, fornendo così un servizio più completo al lettore.

Purtroppo in Italia sono pochi quelli che configurano il DNS per funzionare sul browser senza www e per questo motivo non puà ancora essere introdotta la regola del “Non serve più citare il www quando si da un inidirizzo web).

La soluzione c’è e come al solito arriva dal basso. Basterebbe comportarsi come se il www non esistesse, diffondere la pratica e far passare il concetto del “Caro provider, se non configuri correttamente senza www il tuo DNS per il web server, la gente non ti trova o cm fa fatica).

Vi propongo di convincere più gente possibile sull’inutilità del www e di utillizzare la nostra forza ‘dal basso’ nel diffonderlo quanto più possibile. 

Presto dovremo sperimentare il nostro potere per ottenere cose molto più importanti di una pratica di comunicazione, tuttavia si deve pur partire da qualcosa, e questo mi sembra un buon esperimento.

A porposito di autoreferenzialità, facciamo vedere che i blog servono a qualcosa oltre a citarsi addosso. Per esempio decidendo che il www non si usa più e dimostrando che abbiamo il potere per cambiare qualcosa.

Io ho fatto un bannerino anche un po’ bruttino, ma se qualcuno vuole aiutarmi me ne mandi uno degno ;)

Reader Comments

Certo che oggi sei in “giornata no” ;-) prima Twitter, ora il http://www. Saranno i troppi impegni ;-).
In generale d’accordo, www è di troppo, e scomodo. Oltretutto bisognerebbe dire “vuvuvuvuvuvu”…
Però… il problema è che (già adesso) ogni volta che dai l’indicazione di un sito (che non ha il www, come terzi livelli ad esempio) la gente “normale” ti chiede: http://www... e poi?… e tu devi dire: no, aspetta, niente http://www... l’abitudine è radicata.

l`idea mi piace molto!
Pero` non riesco a visualizzare il banner….era cosi` brutto da rimuoverlo?

Purtroppo c’é una ragione specifica per cui non consiglio di omettere il “www” e per cui i provider decidono di NON usare lo stesso IP per “dominio.com” e per “www.dominio.com”: riguarda la posta elettronica. Te lo dico per esperienza più che diretta (gestisco un’azienda che, come core business, si occupa di web hosting / housing): i clienti preferiscono, sono soliti e sbagliano spesso configurando i loro client email con “dominio.com” piuttosto che con “pop.dominio.com”, “mail.dominio.com” o “smtp.dominio.com” come, invece, dovrebbero fare, e si ritrovano con errori nella lettura della posta elettronica, visto che “dominio.com” é associato all’IP del web server (e non del mail server, come vorrebbero i clienti). Questa é una delle ragioni per cui, a volte, gli ISP NON configurano “dominio.com” per rispondere come “www.dominio.com”: non c’é un web server a rispondere sulla 80, ma solo un mail server (altro IP).

Ecco spiegato l’arcano.

Concettualmente potrei anche essere d’accordo con te, ma francamente non vedo la reale necessità di forzare una nuova consuetudine…. non necessaria.

Soliti ostacoli culturali, comodità per i provider (si evitano centinaria di chiamate helpdesk) e, in questo caso, mancanza d reale utilità.

Riccardo, appunto, se passa il no www, tra 1 anno la gente smetterà di chiederti “col www?”…
:) ehehee si, forse sono in giornate no… ehehe :)

Ferdi, ora il banner (o chiamato tale) si dovrebbe vedere…

Marco, i tecnicismi vengono dopo la comunicazione. Nel senso che devono piegarsi alle esigenze della comunicazione. In questo caso non sarà consigliato, ma funziona! :)
E’ dal 1995 che faccio questo lavoro e da 11 anni mi scontro con chi vuole mettere la tecnologia davanti alla comunicazione. 11 anni fa c’era chi pretendeva che ai siti si accedesse con la ’tilde’ perché Unix richiedeva quello negli URl degli user. Poi mi sono scontrato con chi non voleva la grafica sul web e voleva che il sito fosse navigabile anche con Lynx. Poi con chi non riteneva le animazioni web compilant. etc.etc… Poi uno per uno hanno tutti capito che gli utenti vengono per primi e la tecnologia deve essere al loro servizio. Oggi gli utenti, specie in Italia, hanno bisogno di capire, di semplificare, di essere guidati.
Ai TG pronunciano VUU-VUUU-VUUUUU in un modo disarmante, altro che stucchevole… Come dicevo i quotidiani non citano gli URL per mancanza di spazio…
Il best effort è questo. Non quello di ottimizzare il lavoro dei system o dei domani administrator…

Marco, in realtà qui si parla di semplificare la vita degli utenti, non dei sys admin. Per gli utenti si sceglie solitamente (noi non lo abbiamo fatto, per esempio) di non usare lo stesso IP.

Faccio fatica, se devo essere sincero, a considerare che il prefisso “www.” rappresenti questo enorme problema tipografico e mi vien da pensare che sia più utile per coloro che sono meno avvezzi con la tecnologia e che spesso confondono un indirizzo email con un URL se non sentono il “www”.
Se scrivessi semplicemente “dominio.com” (o magari dominio.ch) in una citazione su una testata non tecnologica rischierei di non far capire a nessuno che sto parlando di un sito web!

Se hai letto un mia articolo su carta ti renderai conto di quanti siti e blog riesco a citare solo perché non uso il www

Caro Marco, e invece io dico “Evviva il WWW”. D’accordo, sarà scomodo, ma pensa che sia proprio il “WWW” uno degli elementi che ha portato la rete al grande pubblico. L’elemento identificabile, riconoscibile, noto a tutti che ha trasformato internet in un fenomeno di massa. Certo, oggi comincia ad essere superfluo, ma per chi? …lasciamo invece proporre la “LPTW”: Lega Per la Tutela del http://Www. Sarò un romantico, ma defenestrarlo dopo che è stato tanto utile, mi sembra ingeneroso! :-)

Stefano,
difendere il WWW inteso come web, Internet, etc ok, ovvio, mi batto da anni per quello. Ma la parolina, il prefisso www è altra cosa…
anyway io mi occupo di comunicazione e non è detto che tutte le mie intuizioni siano corrette. Magari mi sto sbagliando io, magari no.

Quanto al tuo commento nr. 5: PAROLE SANTE.

Ehehe Marco che credi,anche io quando ho scritto su Nòva avrei preferito mettere più link ma ho scelto per “chiarezza” di non omettere i www: lo stesso vale per gli interventi in Radio, lì bisogna essere ancora più semplici quando parli degli Url, quindi in tal caso potrei esser d’accordo con te.
Magari però avrei nostalgia del VUVUVU.

Perché “avrei preferito” ?
bastava farlo. In USA i nuovi siti vanno tutti senza http://www. E ovviamente tutti i link che ho citato su Nova funzionano benissimo senza www!
Potevi farlo anche tu… perché non l’hai fatto o non lo fai? Magari prima accertati che funzioni se è un dominio italiano :)

Marco, la mia impressione è che il prefisso (che, concordo con te, è noioso, scomodo e pure inutile) ormai identifichi tutta la baracca… e temo che levandolo la gente vada in confusione.
Bho… facciamo un referendum? ;-)

se io dico: vai su camisani.com tu cosa pensi?

Sono pienamente daccordo con Marco. Io credo che il www è inutile perchè al giorno d’oggi il mondo della comunicazione deve essere più semplice possibile e deve essere molto intuitivo. Pensate solo che omettere il prefisso www fa risparmiare tempo. Ora moltiplicatelo per tutti i siti che visitate e vedrete quanto tempo risparmiate.

volevo postare il banner…ma forse che c’è qualche errore nel codice?

l’url della gif risulta
http://blog.camisani.com/wp-content/uploads/2007/01/WindowsLiveWriter/Bastacolwww_DEE7/bastacolwww_thumb%5B1%5D.gif

quello indicato nel codice riporta alla pagina del post
(http://blog.camisani.com/bastacolwww.gif)

Marco, le tue osservazioni circa la scomodità, la lunghezza, l’inutilità, e oserei dire la cacofonia del www mi sembrano sacrosante. tuttavia Stefano ha ragione quando dice che ormai il www identifica tutto l’ambaradan (senza neanche andare a scomodare le questioni tecniche, parlo solo a livello di comunicazione). mi è capitato di proporre ad alcuni miei clienti di non usare www in alcune situazioni, e loro mi hanno invariabilimente risposto cose del tipo: “ma come, proprio ora che il marketing (il commerciale, l’amministratore delegato, ecc ecc) ci ha sbloccato il budget, noi ci bruciamo quest’occasione di comunicare il nostro indirizzo web???!!!”.
d’altronde la democrazia è democrazia, si fa un referendum?

L’iniziativa che tu proponi è vecchia, è stata proposta in modo molto più articolato e con tanto di banner, ma non ha avuto alcun successo.
La trovi per esempio qui http://no-www.org/ .
Vedi il SUFFISSO http://www. (i domini si interpretano da destra a sinistra e non da sinistra a destra) ha una precisa logica ed indica nell’ampio spettro dei server che possono rispondere a quel dominio quello che offre il servizio http di base.
Secondo me chi lo toglie fa male, ma questi sono fatti suoi, ma non vedo alcuna ragione per la quale qualcuno debba imporre a me di farlo.
Credo che il vero problema sia culturale, più che toglierlo andrebbe spiegato.
Quanto al problema indotto dalle quattro battute o dai sei secondi necessari per scrivere o pronunciare il suffisso credo che sia leggermente sovraenfatizzato.

bob

Giuliana, Roberto e tutti.
E’ evidente che anche in questo caso l’iniziativa non sta avendo successo…
:)
Giuliana, in realtà non si vuole togliere il web da torno ma solo l’inutile http://www. L’amm.ne delegato che si pone dubbi sul budget per un www in meno, avrà capito così poco del web che fallirà comunque.

Anyway. Prendo atto che, tra i più digitali (ovvero prevalentemente chi legge i mio blog) l’iniziativa non sta avendo successo.

In ogni caso io continuerò a non usare il http://www.

P.S. Roberto, non avevo dubbi che tu non fossi d’accordo, quando lo sei? :) ;)

Ah, vorrei abolire anche l’italianismo “chiocciola”. Io correggo sempre chiunque lo usi con “at”, spiegando che con ‘chiocciola’ non vanno oltre le alpi.

Quali detrattori qui? :)

Amico mio, vedi io credo che peggio di quella autoreferenzialità che caratterizza i nostri blog “concettuosi” (la grande maggioranza dei blog è fatta dai ragazzini che scrivono cose molto più semplici e forse più vere delle nostre) peggio della autoreferenzialità dicevo ci sia la autoincensazione.
Se io scrivo è perché credo di avere qualche cosa da dire e spessi se ho qualche cosa da dire è perché non sono totalmente d’accordo: scrivere che bello che bravo mi sembra una perdita di banda!
Il tuo intervento sul tamagoci del web per esempio lo condivido in pieno e di conseguenza non ho pensato di avere nulla da aggiungere.
Ciò detto il mio come altri interventi sfavorevoli alla tua iniziativa sono motivati e sarebbe bello discutere delle motivazioni piuttosto che del fatto che uno sia o meno spesso d’accordo… o no?
Francamente anche quella della chiocciola contrapposto ad at non mi sembra una battaglia significativa: come per tutte le parole vale il fatto che se sono in Italia uso quelle italiane ed all’estero uso la traduzione nella lingua locale.
At non è per nulla generale, in Francia per esempio non lo usa nessuno, chiocciola si dice arobas!
bob

Roberto,
era una battuta sul fatto che non sei mai d’accordo.
Capisco la tua logica, che genera solo post in cui non sei d’accordo, però credimi, a volte un “Si, sono d’accordo” o un “bene, bravo, bis” hanno il loro bel perchè…
Diciamo che c’è chi ‘butta’ banda per questo e chi no :)

Sulla chiocciola non volevo fare una battaglia, volevo solo leggere che non eri d’accordo ;)

Non te la prendere, i’m just kidding.

Precisamente. Non uso www sui miei domini appena ho potuto tecnicamente e addirittura il mio attuale host (DreamHost) redirige chiunque scriva “www” sulla forma senza.
Peraltro, il “movimento Web2.0″ sta per certi versi contribuendo all’abolizione del www: del.icio.us si scrive senza e data la sua popolarità ha contribuito a fare capire come non sia fondamentale.

Peraltro, nota tecnica: il WWW davanti non serve a un tubo e non semplifica il lavoro di nessun sysadmin.
Perchè:
1. il protocollo (ovvero, HTTP piuttosto che FTP piuttosto che POP) è definito dal… protocollo stesso. Ovvero, dalla sua porta. Se scrivo http:// specifico il default la porta 80, se scrivo pop3:// specifico il default la porta 110, se scrivo ftp:// specifico il default alla porta 21. Quindi NON serve scrivere www per specificare che risorsa voglio.
2. il DNS gestisce le caselle mail SU UNO STESSO NOME in modo SEPARATO (register MX, Google Apps for Your Domain lo spiega nelle FAQ).

Quindi dominio.dom funziona senza problemi sia per il sito, sia per le mail, sia per http://FTP. Basta:
1. Specificare correttamente i DNS sugli IP desiderati. Cosa che va comunque fatta e quindi non è lavoro in più.
2. Redirigere il traffico se necessario dalla porta del protocollo richiesto sul server giusto. Questo è tecnicamente più complicato, ma visto che il “default” sarebbe il “web/www” allora è ignorabile (nel senso che basta lasciare il default su quello che oggi è www e specificare invece esplicitamente il resto, come pop, ftp o altro).

Ci sono peraltro, come ti è stato segnalato, molte altre persone che parlano da tempo di questo. Io sono un sostenitore, ma alla fine credo sia sufficiente che funzionino entrambi. Poi uno scelga quel che preferisce (i.e. repubblica.it, corriere.it giusto per citarne due redirigono sullo stesso nome CON www, ed è ok).
Trovo comunque un sito che NON funziona senza www molto poco professionale. E purtroppo se ne trovano.

Folletto: ti é sfuggito il concetto della questione tecnica che ho evidenziato, non é quel che hai scritto tu: il problema non può essere aggirato e non bastano “porte diverse” :D

Proseguiamo la discussione di là. :)

[...] La mia proposta sembrava non aver avuto successo in termini di consenso. Mi ero quasi arreso quando invece Folletto Malefico ha lasciato un ultimo commento, il n. 22 al post sull’abolizione del http://www. Credo che ora la discussione, specie da parte di chi era contrario adducendo motivazioni di carattere tecnico, si accenderà di nuovo… [...]

Eh eh, ho un amico che per dire www dice: vu doppio vu doppio vu doppio. In questo modo, oltre ad essere un’informazione inutile e ridondante, diventa anche tremendamente lunga da pronunciare.

Ciao :mrgreen:

ahahahah

Anch’io sostengo da tempo che sia ridondante:

http://andrew.org/index.php/archives/2005/02/10/no-www-dot/

ciononostante, chiunque vada su uno qualsiasi dei miei siti su mia indicazione “vocale”, immancabilmente aggiunge di propria iniziativa il “www”, per cui abbandonarlo tout court è impensabile.

Come ho specificato anche nell’altro post, dove la discussione è stata dirottata, ho risolto il problema con questa configurazione (in apache):

ServerName andrew.org
ServerAlias andrew.org *.andrew.org

Tanto per fare il puntiglioso, concluderei con lo specificare che tecnicamente è scorretto definire www come “terzo livello”, in quanto solitamente non si tratta di un ulteriore livello DNS, ma solo di un hostname (record A).

Bush and the Republicans were not protecting us on 9-11, and we aren’t a lot safer now. We may be more afraid due to george bush, but are we safer? Being fearful does not necessarily make one safer. Fear can cause people to hide and cower. What do you think? How does that work in a democracy again? How does being more threatening make us more likeable?Isn’t the country with
the most weapons the biggest threat to the rest of the world? When one country is the biggest threat to the rest of the world, isn’t that likely to be the most hated country?
Our country is in debt until forever, we don’t have jobs, and we live in fear. We have invaded a country and been responsible for thousands of deaths.
We have lost friends and influenced no one. No wonder most of the world thinks we suck. Thanks to what george bush has done to our country during the past three years, we do!

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