Monthly Archives January 2007

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DBLOG, così si fa!

By Marco Camisani Calzolari   /     Jan 31, 2007  /     z_Post  /     6 Comments

Daniele Marlenek mi ha mandato l’adesivo di DBLOG.

In mezzo a tanto nichilismo digitale, da quella busta è uscita una ventata di aria fresca e il profumo di chi crede fortemente nel suo progetto.

Questo è saper comunicare, questo è avere e idee chiare, questo è saper fare marketing, questa è filantropia digitale!

Perché se lo fa APPLE o MICROSOFT diventa un caso di cui tutti parlano ma se lo fa un blogger no? La domanda è retorica, la risposta è che nella maggior parte dei casi sono i blog che diffondono le notizie che ‘fanno’ i mainstream, e non il contrario.

Siccome io in questi casi sono per il “contrario”, ecco a voi una sorta di unpacking DBLOG.

Ecco la foto del mio Notebook:

E quella del biglietto accompagnatorio:

Grande Marlenek!

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Riassuntino.

By Marco Camisani Calzolari   /     Jan 29, 2007  /     z_Post  /     6 Comments

Cos’è un blog.
Io lo definisco scientificamente e [mini]marketing gli mette le iniziali.
Un blog è l’insieme di tre elementi: Language-Links-Layer
3L

Meme?
Vorrei che chi non ha ancora contribuito inserisse la sua professione nel
wiki sulle professioni dei bloggers
e le sue proposte per la
netiquette 2.0

Delurking day
Il mio non ha funzionato molto…

Marketing Camp
Ha funzionato e si rifarà.
Dopo che il barCamp per antonomasia, quello USA sta diventando a pagamento, allora nessuno si scandalizzerà se il prossimo sarà a inviti, ancora più esclusivi. Solo alcuni contenuti saranno regalati alla Rete.

Cittadini Digitali e Libertà della Rete
Che bello, siamo in 6!
Io, Stefano Vitta, Mr. Coolstreaming, Stefano Quintarelli, Tommaso Tessarolo e Dario Salvelli.
A far cosa? Ai più sensibili il privilegio di capire.

Il WWW muore nei commenti
I commenti al post hanno poi preso una bella piega. Alla fine forse ho vinto io… Forse…

Twitter RIP
Twitter è il capro espiatorio per cui giochi e giochettini da blogger compulsivo sono spariti dalla mia sidebar. Sciopero dei giochetti autoreferenziali. Mi sono ricomposto. Faccio ricerca e sperimentazione. Compresa bene una modalità, bisogna andare avanti. Anche qui non serve capire. Un indizio? Mai avuto una playstation, mai installato un videogame sul PC.

Quintarelli for president
Al barcamp non scherzavo, Stefano l’ha poi saputo. dice che vuole rimanere libero e che non gli interessa più di tanto. Siamo noi che dobbiamo chiederglielo a gran voce. Presto organizzerò qualcosa. Tipo festa di compleanno a sorpresa che non si può dir di no…

Grazie
Devo ringraziare molti. In particolare Pensierineccesso che mi fa da wordpress free consulent e da blog mantainer for friendship. Tutti al suo PubCamp!

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Bloggers: ospiti della Rete o Cittadini?

By Marco Camisani Calzolari   /     Jan 25, 2007  /     z_Post  /     17 Comments

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cittadìno: cittadìno
s. m. (f. -a)
chi abita in una città; chi in una città partecipa del diritto di cittadinanza
est. chiunque partecipi della cittadinanza di uno Stato
all’epoca dei Comuni, chi aveva posizione giuridica intermedia fra il popolo e la nobiltà
durante la rivoluzione francese, appellativo con cui ci si rivolgeva a tutti, abolendo ogni altro titolo distintivo, per sottolineare l’uguaglianza degli uomini
agg., della città e dei suoi abitanti.
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òspite: òspite
s. m. e f.
la persona che è ospitata
ospite d’onore, cantante, attore o personaggio che interviene in uno spettacolo, in una manifestazione, in una cerimonia e sim., in qualità di ospite di maggior prestigio.
in biologia, organismo che accoglie un parassita.
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I blogger italiani sono Cittadini o ospiti della Rete?

Sono parte attiva nella tutela e nello sviluppo di Internet?
Oppure affrontano questi temi un po’ come si fa con l’ambiente : “qualcuno se ne occuperà sicuramente…”.

Oltre al gioco dei meme e a quello del blogroll o alle discussioni su cos’è un *Camp, sapranno produrre o aggregare pensieri su temi di fondamentale importanza per la sopravvivenza della Rete?

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Autorevolezza e responsabilità

By Marco Camisani Calzolari   /     Jan 22, 2007  /     z_Post  /     32 Comments

Rispondo a chi mi ha scritto perché al RomeCamp non ho presentato il nuovo prodotto che avevo preannunciato.

Lo faccio con un post.

Avrei comunicato l’esistenza di un nuovo aggregatore (che peraltro non è ancora disponibile) offrendo appunto ai presenti la possibilità di essere i primi a ricevere degli inviti. Per dare importanza al RomeCamp, non all’applicativo che avrà il mondo intero come bacino d’utenza e per il quale è molto più performante veicolare l’informazione sul web piuttosto che fisicamente alla ‘manifestazione’.

L’avrei fatto con lo spirito di chi sperimenta scientemente. Annunciandolo prima, spiegando le logiche di marketing del pensiero che c’è dietro etc. (mi spiace per chi vede il diavolo dietro a quella parola, ma anche quando si corteggia una ragazza è marketing. Per loro un buon corso universitario e qualche buona lettura sono certo che possano aiutare)

Invece è successo che qualcuno ha criticato l’idea che si potesse anche solo lontanamente presentare qualunque prodotto al RomeCamp. Che nessuno ha sollevato alcuna eccezione. E che il sottoscritto abbia quindi deciso di farne a meno. Evitando anche un pegno da pagare nei confronti dell’azienda proprietaria del suddetto aggregatore, per averli convinti a presentarsi con anticipo in quell’occasione.

Quanto è successo dopo è ancora più paradossale.

Chi ha criticato, non è nemmeno venuto al RomeCamp e molti di quelli che hanno fatto silenzio lasciando che la polemica intorno alla mia paventata presentazione crescesse, hanno poi presentato a loro volta prodotti al RomeCamp. C’era chi andava in giro con nuovi aggeggi hardware, magliette con sponsor everywhere, presentazioni di nuovi servizi, nuovi libri, nuove aziende e grandi spottoni di autopromozione.

Io faccio l’imprenditore e ho almeno 10 anni di attività nel mondo del marketing e della comunicazione digitale. Mangio grazie ai miei prodotti e principalmente grazie a Speakage, che sino a prova contraria non è mai stata oggetto di particolari ‘cure’ da parte mia nelle righe dei miei post.

Non era difficile immaginare che la mia presentazione sarebbe stata acqua fresca rispetto a quanto poi si è visto fare senza alcun preannuncio nelle varie sale.

Tuttavia la malafede a volte supera la fantasia e quel che è successo ormai lo sapete.

Io continuerò a mangiare senza aver presentato alcun prodotto al BarCamp. Nessuno mi ha spesato per venire invece a parlare di libertà digitali su cui non ho alcuna attività lucrativa. Nemmeno uno straccio di libro da vendere sul tema. Mire politiche? Per ora nemmeno quelle, ho proposto la candidatura di Stefano Quintarelli perché dopo anni di attivismo a mio parere è il minimo che si debba fare sotto il tetto del Linux Club di Roma.

Nulla di personale con l’amico che aveva paura che il RomeCamp si postesse trasformare in quel che poi è stato, non è lui in se il problema, ma l’atteggiamento che rappresenta.

Per chi vuole giocare al professionista prima di cercare di intraprendere la vera carriera, credo che sia necessario aggiustare il tiro. Quanto meno imparare a gestire quella dose di responsabilità che nella vita reale presenta sempre il conto, che però nel virtuale alcuni sono abituati alla pesca facilitata, quella in cui c’è un “gameover, do you want to play again?”. Giocare agli esperti di comunicazione, per chi vuole essere autorevole anche nel mondo reale, significa dover sfoderare esperienza, conoscenza, energia e perseveranza, pena il fallimento.

Oggi la blogosfera si divide almeno in due: chi questo l’ha capito bene, e chi no.

Come sapere chi sta da una parte e chi sta dall’altra? Semplice, se leggendo questo post hai provato un senso di risentimento allora stai dall’altra parte ;)

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