Mi arriva una email da Francesco Sica (che non conosco), in cui tra i destinatari visibili ci sono altri 10 bloggers.
Di seguito copio il testo e nei commenti il contenuto dell’allegato con le sue domande. Se qualcuno ha voglia di rispondergli…
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ciao a tutti,
mi chiamo Francesco Sica, sono uno studente universitario di Torino.
Sto scrivendo una tesi “su tutto quello che c’è di nuovo sul Web”.
Per molti mesi ho silenziosamente letto i vostri blog, annotato concetti, letto libri da voi direttamente (o indirettamente segnalati).
Insomma, vi ho spiato per lungo tempo; adesso è giunta l’ora di farvi qualche domanda diretta.
Non sto a tediarvi sul contenuto della mia “opera”.
Probabilmente molto naif e sintetizzabile con l’ormai nota buzzword web 2.0.
Vi parlerò solo delle conclusioni a cui sono giunto:
Va bene, esistono gli UGC.
Va bene, adesso gli utenti partecipano
Va bene, c’è bisogno di parlare in modo diverso con il consumatore Va bene, c’è bisogno di un’ottica “cross-mediale e multipiattaforma”
Va bene, c’è la banda larga e posso far vedere i video online Va bene, con i video Internet si affermerà maggiormente Va bene, esistono molte cose nuove che adesso mentre scrivo non ricordo nemmeno…
Nonostante ciò, mi sento ancora più confuso ed anzi ho bisogno di porre qualche domanda diretta a tutti voi per cercare di chiarimi alcune idee.
La mia confusione nasce dal fatto che, ma questa è solo una mia impressione, molte riflessioni da me trovate in questi mesi sono fatte “con lo sguardo rivolto al mondo”.
Spesso il “cortile italiano” viene deriso ed etichettato come “non ancora pronto, immaturo”…
Con ogni probabilità questo è vero ma la domanda a questo punto sorge
spontanea:
Esiste davvero il “Web 2.0″ (intenso in senso lato) anche in Italia oppure siamo “quattro gatti” che discutono fra loro di opportunità e benefici senza però finalizzare?
La proposta dmin.it, ad esempio, mi pare mostrare una volontà di impegnarsi a valorizzare nuove modalità di sfruttare la Rete, eppure le conversazioni sulla ML mi fanno pensare a discussioni fatte nei cafè da intellettuali che fanno riunioni per decidere quando fare le riunioni.
Manifesti programmatici, contromanifesti, definizione degli intenti ecc…
Dov’è la ciccia?
Insomma, noi Italiani siamo destinati solo a filosofeggiare?
In allegato troverete un documento contenente alcune domande che gradirei porre ad ognuno di voi; consideriamolo, in maniera altisonante, una sorta di questionario qualitativo a testimoni privilegiati.
Se siete arrivati a leggere fin qui, grazie per l’attenzione
PS: ancora uno sforzo dai, mi scuso se le domande, le tematiche, il momento o la lettera hanno uno scarso valore “scientifico” o peggio ancora siano considerabili noiose e prive d’interesse per voi…
In questo caso vi prego di darmi il vostro personale contributo nel migliorarmi, correggendomi senza infierire più di tanto sulla mia già bassa opinione di me stesso
Grazie ancora
Francesco Sica
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Ma non poteva aprirsi un blog per parlare di queste tematiche? Devo pensare un attimino alle risposte. Comunque spero che non si vada a parare di nuovo sull’autoreferenzialità
Davide
Per esserci il blog c’è… eccome… solo che ho pensato che se avessi fatto un link al sito sarebbe stato troppo auotreferenziale….
il server casalingo che ospita i miei esperimenti mostruosi (nel mio ingresso troppa polvere credo) ha deciso di tirare le cuoia negli ultimi giorni…
Comunque, hai ragione tu davide… forse è meglio aprire un blog. Magari su una piattaforma leggermente più stabile del mio comò in ingresso…
La discussione, a chi interessa, può svolgersi qui:
http://postpartum.wordpress.com/domande-alla-blogosfera/
cià
rispondete numerosi e grazie