
Quando avevo 8 anni (mio Dio sono 30 anni fa!) usavo i “baracchini”, i CB. Mi chiamavo Aquilotto, avevo un’antenna a boomerang, un baracchino Midland e passavo attaccato al microfono almeno due ore al giorno.
La ‘scena’ di allora era composta da superesperti che lo facevano per passione per la tecnologia e da altri invece per il piacere di comunicare.
Erano pionieri con cui trovo molte analogie coi bloggers di oggi.
C’erano i nick names, c’erano i canali, c’erano le burbe e gli ‘anziani’, c’erano gli opinionisti e gli avventori. Si creavano gruppi e “ruote” in cui parlare di ogni argomenti. Ci si ‘collegava’ in ‘barra fissa’ e in ‘barra mobile’, proprio come oggi.
Anche allora c’erano gli “sperimentatori” che amavano il mezzo dal punto di vista mediatico o tecnico. C’erano i “professionisti“, aggiustatori di antenne o venditori di CB che lo facevano per lavoro(chi ricorda quegli anni sa che la regolazione dell’antenna col rosmetro era fondamentale per evitare le temibili onde stazionarie). Audiochattavano per accrescere le conoscenze tecniche e rimanere nella ‘scena’.
E c’erano anche i “capetti” quelli che avevano problemi nelle relazioni ‘tradizionali’ ma coi radioamatori si trovavano benissimo. Il linguaggio era diverso, quasi in codice, si usava la voce ma non si vedeva il viso. Un buon modo per superare timidezze e magari guadagnare la stima che non si aveva nel ‘mondo reale’.
Ci si aiutava e ci si consigliava. Chi aveva il CB in auto sapeva sempre di poter contare su un aiuto anche quando era in giro per il mondo.
Credo che anche oggi il mondo dei blogger sia composto più o meno così.
Io non nascondo di far parte degli innovatori (lo faccio per passione e restituisco sempre la conoscenza che prendo), e dei professionisti (la comunicazione digitale è il mio lavoro).
Per quanto l’analogia sia azzeccata, oggi le cose sono profondamente diverse, a partire dal mezzo, la scrittura, che semanticamente fa grandi differenze, sino alla diffusione di scala planetaria.
Tuttavia anche allora trovavo che i virus più pericolosi fossero i “capetti” perché avevano a cuore solo una cosa: volevano che tutto rimanesse com’era per non perdere il loro ruolo di, appunto, “capetti”. Le uniche antenne degne di essere usate erano le loro, i CB pure, la terminologia non doveva essere innovata, e nel gruppo raramente facevano entrare qualcuno.
Da allora è passato tanto tempo e come per i dinosauri è difficile risalire alla vera ragione della estinzione dei CB. Molto probabilmente perché non erano poi così tante le persone disposte a parlare due ore al giorno in un microfono. Oppure perché i gruppi erano troppo chiusi, e questo ha fatto nascere nuove forme di aggregazione più aperte e senza tutte quelle barriere tecnologiche.
L’analogia così estremizzata ovviamente non funziona con Internet. A meno che Internet non sia l’analogia della vita reale e i CB siano analoghi ai bloggers.
Se così fosse, allora a rischio non è -ovviamente- la Rete ma i blogger, per come li intendiamo oggi.
Quel po’ di storia digitale che conosciamo ha visto le prime comunità di IRC rimanere nei ghetti che si sono creati. Anche quella dei newsgroup oggi è ristretta all’interno delle singole nicchie, dei singoli microinteressi.
E questa è la Rete, fatta di code lunghe e tanti candidati mainstream.Le persone tuttavia sono sempre le stesse. Io ero Aquilotto, poi sono stato marcomix sulla BBS Infosquare, poi unopuntozero su IRC e poi sui media tradizionali. Oggi sono tornato al nome di battesimo, proprio come un modello di ciclo vitale.
Ho un blog perché: mi piace sperimentare e perché i media digitali sono il mio lavoro.
Amo chi sperimenta semplicemente perché è quello che sto facendo io. Non amo chi sta chiuso nel gruppo, chi non vuole che cambi nulla perché ha acquisito una micronicchia di autorevolezza. Non mi aiuta, non aiuta la Rete, tutto qui.
Tutto il sapere che accumulo grazie a voi, lo restituisco sempre. Prendo da qui per portare nelle mie aziende, all’Università quando faccio ricerca, alle lezioni, agli analogici che incontro quotidianamente. Restituisco in sapere, in nuovi stimoli, in conoscenze analogica, in difesa del mezzo e di chi lo vive.
Sono innamorato della Rete, l’ho vista nascere, anzi ho partecipato a darle vita, e guai a chi la tocca!
Specie a chi si ‘veste di Rete’ ma poi in fondo non gli interessano la libertà digitali, la neutralità della Rete e l’alfabetizzazione dei neofiti. Anzi, sono futuri potenziali nemici che potrebbero perdere l’aura (anzi, l’alone) da guru.
Amo quanto i bloggers hanno e stanno portando in Rete. Il web 2.0 partecipativo, i mille widgets, tools, strumenti e meccanismi a supporto della comunicazione che hanno dato nuova vita a Internet.
Sino a qualche tempo fa sembrava che non fosse possibile inventare più nulla in Rete. Poi una nuova ondata di menti veloci ha fatto una piccola grande rivoluzione.
Sono le menti veloci infatti a fare la differenza, non un cappellino con scritto “Io sono un blogger”.
Questa volta però, a differenza dei CB e di IRC, i temi sono di vasto interesse, e gli strumenti di grande diffusione. Le barriere tecnologiche sono sempre meno e una volta comprese le logiche di base, anche le nonne possono partecipare.
Io non ho microregni da difendere, la mia più grande passione è il mio lavoro, e il lavoro è la mia più grande passione.
Chi vuole sperimentare con me è il benvenuto. Questo è quello che volevo dirvi oggi.
Da Italian Digital Blogs a qualunque altra idea o stimolo, adesso sapete qual è lo spirito che mi anima.
CQ canale… CQ CQ canale…
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