
Sembra che l’offerta X-series di Tre vincolerà l’accesso ad alcuni contenuti e apra solo alcune porte IP.
Già l’offerta dati di Tre in essere blocca l’accesso ai server SMTP.
Vedremo quando uscirà cosa riusciranno a fare con X-series…
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Sembra che l’offerta X-series di Tre vincolerà l’accesso ad alcuni contenuti e apra solo alcune porte IP.
Già l’offerta dati di Tre in essere blocca l’accesso ai server SMTP.
Vedremo quando uscirà cosa riusciranno a fare con X-series…
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Un video shock su un ‘passatempo’ che recentemente sembra si stia diffondendo tra i giovani arabi.
Mi auguro che non lo importino qui da noi spacciandolo per cultura popolare.
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Lele Dainesi il 6 di dicembre modera un bel convegno organizzato da TOPIX (http://www.top-ix.org).
La sua presenza dovrebbe essere garanzia di buoni contenuti. Attento Lele, sii durissimo con chi è banale e pressapochista… Non farti tirare dentro le logiche convegnistiche… (sai come la penso sui convegni).
Anyway, Lele sta organizzando un dibattito di una giornata con sessioni di live blogging, domande dalla rete, etc.
“Con Silvano Giorcelli -Direttore Generale di TOPIX- crediamo fortemente che questa formula di engagement possa essere il miglior modo di capirci di più come sarà il 2007 in rete per le persone e per il business.” Scive Lele.
Il titolo del convegno “Internet, un sistema aperto per lo sviluppo della società” e si toccheranno principalmente due temi: (1) quale impatto sta avendo la rete sui cittadini, sui consumi, sul modo di vivere delle persone, sul business?, (2) quali strategie hanno premiato a oggi i più interessanti successi aziendali e dove ci saranno gli investimenti più significativi il prossimo anno?
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Si traduce più o meno così l’intervento di Saul Berman di IBM Business Consulting. Qui il PDF: http://www-935.ibm.com/services/us/imc/pdf/ge510-6248-end-of-tv-full.pdf
Tommaso Tessarolo è al Future Television Forum di New York.
Nel suo blog il live reporting.
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Il titolo doveva essere “Oggi su Nova”, però ho avuto tempo solo ora per pubblicare il post. Anyway questa volta è tutto un po’ in ritardo perché il pezzo doveva uscire giovedì della settimana precedente, poi è slittato a questo giovedì, ed infine è uscito di venerdì!
Ecco perché meglio tardi che mai…
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La censura in Rete è praticata da 13 stati del mondo (Arabia Saudita, Bielorussia, Cuba, Egitto, Birmania, Cina, Corea del Nord, Iran, Uzbekistan, Siria, Tunisia, Turkmenistan, Vietnam).
In questo momento nel mondo ci sono 61 persone in carcere per aver scritto sul proprio blog esplicite critiche al governo del proprio Paese.
Hanno giò firmato in quasi 30mila persone.
Linka e fai linkare.
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Confortante perché ai tempi del web 2.0 abbiamo tutti bisogno di rassicurazioni. Vogliamo informazioni che ci facciano ben sperare sull’economia del digitale.
Nessuno vuole una nuova bolla.
A mio parere infatti la nuova bolla non c’è. Stare sul “chi va là” è comunque d’aiuto.
Prima di acquisire si valuta meglio, si sceglie con calma, si fanno confronti e si lascia che il tempo sia di buon consiglio.
Tutte ottime pratiche in tempi in cui l’incompetenza è diffusa quanto un virus per PC sotto Natale.
Tornando al titolo del post, dovete sapere che c’era un’azienda che produceva i migliori sistemi per manutenere le varie versioni di Windows e lo faceva davvero bene, meglio di Microsoft. L’azienda era la Sysinternals e i suoi prodotti potevano stare nella valigetta di Mr. Wolf di Pulp Fiction, (N.d.A. vi ricordate? Quello che ‘risolve problemi’).
Certe catastrofi potevano essere risolte solo dai prodotti Sysinternals come per esempio il Crash Analyzer Wizard, l’unico prodotto veramente capace di capire cosa è successo dopo un crash da schermo blu. Lo lanciate, lui si butta tra i vostri bit, frangiafuglia qualche cosa, digerisce il dump della memoria, la comfronta coi symbols e torna da voi con la soluzione.
Oppure il File Restore, capace di recuperare files cancellati su una partizione eliminata e poi riformattata.
Io li ho usati entrambi ed entrambi mi hanno salvato la vita digitale più volte.
Ebbene, Microsoft l’ha comprata!
Ora si chiama Microsoft Sysinternals.
Se questa è bolla, mi mangio il cappello!
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Le aziende italiane, nelle aree o unit dedicate al digitale, hanno (spesso) managers inadeguati.
Questo perché le proprietà (spesso) sottovalutano quelle aree e quindi (spesso) spostano li il peggio delle risorse umane.
Sono managers (spesso) così incompetenti da non comprendere quanto gli si propone. E quindi non possono che rifiutare. (spesso)
Gli stessi managers, poi, (spesso), vanno a fare corsi di formazione per imparare a comprendere il digitale.
I docenti dei corsi sono (spesso) gli stessi managers delle aziende che poco prima avevano rifiutato di ascoltare quanto avevano da proporre col cappello della propria azienda.
I miei lettori, solo per il fatto di leggere il mio blog, con certezza non appartengono alla categoria in oggetto, anche perché (spesso) i corsi sono su “cos’è un blog”… Quando invece sarebbe molto più semplice frequentarli e leggerli.
Altrettanto (spesso) i corsi sono velatamente su ”come scegliere i fornitori giusti”, quando sarebbe molto più semplice ascoltare i ‘docenti’ quando hanno il cappello da fornitore, invece di spendere 5000 euro per un corso di due giorni in cui vengono dette le stesse cose.
Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. E non sono ancora sicuro della prima.”.
Albert Einstein (1879-1955), fisico tedesco.
(spesso)
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Il video del ragazzo down picchiato ha fatto scattare un provvedimento di sequestro sul filmato.
Ma come si sequestra un filmato su Internet?
Strano, i Magistrati italiani di solito fanno chiudere tutto il sito.
Questa volta il video però era su Google Video…
Secondo voi cosa è successo dietro le quinte?
a- Il Magistrato si è reso conto che non avrebbe potuto far chiudere tutto Google video
b- Ci ha provato ma dagli USA hanno risposto “are you kidding?”
c- Ci ha provato ma dagli USA hanno risposto “ma certo! anzi, chiudiamo tutta Internet perché sembra che il video sia anche in giro per circuiti P2P. Provi a connettersi, vede ancora Internet? Uhm, aspetti che controlliamo meglio. Lei intanto continui a verificare che sia effettivamente spenta”.
d- Il Magistrato ha fatto sequestrare qualche server italiano che aveva un link a un link su un sito che puntava a una email che linkava il video.
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E’ davvero divertente questa conversazione in cui si confrontano diverse mentalità sul tema del ‘pellicola o non pellicola’, ‘custodia o non custodia’…
Io sono uno di quelli che cambia cellulare molto spesso perché amo avere sempre l’ultima opportunità tecnologica. Poi rivendo il ‘vecchio’ modello a circa il 20% meno.
In genere ho molta cura dei miei oggetti perché per rivenderli bene trattarli con cura, ed ecco quindi che la pellicola sul display non manca mai.
La custodia però no, quella non la metto… E’ troppo
VOI? (rispondete nei commenti, questa volta vi risparmio il wiki
)
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Marco Camisani Calzolari

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