Monthly Archives November 2006

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Sconto blog

By mcc   /     Nov 30, 2006  /     z_Post  /     0 Comment


Adelmo Togliani (molti di voi sanno chi è perché è il regista di DigiTalk), produce il suo nuovo spettacolo e mi ha proposto di creare una sorta di sconto blog.
L’ingresso normale sarà di 10 Euro, chi invece si presenterà con questo post stampato, pagherà solo 8 Euro. Due Euro non fanno la differenza per nessuna tasca, ma la trovo una bella idea. Ovviamente la proposta è estesa a tutti i bloggers. Chiunque faccia un post come il mio offrirà lo sconto blog.
Ovviamente lo spettacolo non ha altre forme di sconto. Adelmo ha voluto che ci fosse solo questa. Ovvero nessuna altra possibilità di pagare di meno se non con la stampa in mano di questo o di altri post sullo spettacolo. E rigorosamente pubblicato su un blog, non su un altro prodotto editoriale.
Bell’esperimento. Speriamo che diventi un’abitudine…

Ecco le info:

SEX MACHINE
15-16-17 dicembre alle ore 21.00 , Accademia dei Cento, via Gustavo Bianchi 12a – Roma (zona Testaccio)

Sex Machine è una commedia teatrale frutto di un profondo lavoro di improvvisazione finalizzato alla messa in scena di un testo teatrale, ed è quasi interamente elaborato e scritto dagli allievi dell’Accademia Achille Togliani; per la regia di Adelmo Togliani. Lo spettacolo nasce da un’idea di Elena Tommasini, è ambientato ai giorni nostri e può essere considerato una novità nel panorama dei generi teatrali ovvero: la sit-com teatrale.
SEX MACHINE racconta le vicende di tre ragazzi (due ragazzi e una ragazza) che aspirano alla carriera artistica provando ad approcciarvi con metodi e pratiche del tutto differenti l’uno dall’altro; si passa dall’onestà intellettuale di Tessy, alla spregiudicatezza di Manuel, per finire al cinismo di Freddy. I tre, legati da una solida amicizia rischieranno in più occasioni la separazione, complice il difficile carattere di Freddy e il suo ‘carrierismo’ che passa sopra tutto e tutti. Ma anche la mancanza di coraggio da parte di Manuel nel rivelare la rivalità nei confronti dell’amico, turberà le loro relazioni creando distanza e acredine. A quel punto sarà la più sensibile del trio, Tessy, a ricucire lo strappo ma senza avvalersi di quei ‘mezzucci’ tanto cari all’ambiente dello spettacolo, con diplomazia, sicurezza e cervello dimostrando che ’tette e culo’ non sono tutto nella vita anche se, a volte, sono mooolto importanti. Donne pronte a tutto pur di sfondare nel mondo dello spettacolo sfileranno nel letto di Freddy, generando in Tessy perplessità a non finire. Forse è il caso che anche lei attui una piccola metamorfosi, senza scendere troppo a compromessi? Altrimenti come può credere di conquistare il cuore del suo amico regista?

- Per informazioni e prenotazioni telefonare ai numeri: 329-9051685 oppure 06-57289812

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for any further information:
www.adelmotogliani.com
www.achilletogliani.it

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Fioroni vuole in Italia la censura cinese

By mcc   /     Nov 29, 2006  /     z_Post  /     0 Comment


da un’intervista del Ministro Fioroni a La Stampa:

La Stampa: Lo sa che nemmeno gli Usa hanno una norma simile? Che il governo Bush ha provato a chiedere a Google l’elenco dei suoi utenti per individuare i consumatori di pornografia online e Google ha detto «no, grazie»?
Fioroni: «Mi risulta che ci siano altri Paesi invece che sono riusciti a ottenere fior di filtri».

La Stampa: Intende la dittatura di Pechino?
Fioroni: «Sì, anche se i nostri obiettivi sono diversi dai loro: non la libertà d’espressione, ma il rispetto del nostro principio costituzionale di libertà senza danneggiare la libertà altrui. Nella fattispecie, la libertà dei minori di non essere esposti a contenuti violenti o criminali».

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Governo luddista

By mcc   /     Nov 29, 2006  /     z_Post  /     0 Comment


Amato: «Basta con il voto elettronico»

L’attuale classe politica e’ inadeguata per gestire le opportunita’ offerte dal digitale.

http://it.wikipedia.org/wiki/Luddismo

P.S. Jtheo mi segnala una ricerca approfondita su Cryptogram a proposito di voto elettronico in cui, tra le altre cose, si sostiene che occorre utilizzare le macchine per il voto elettronico come generatrici di schede cartacee.

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Il contrappasso del Ministro Fioroni

By mcc   /     Nov 28, 2006  /     z_Post  /     0 Comment


Qualche burlone pensante ha inserito dei link a siti ‘sconvenienti’ sul sito del Ministro che ha dichiarato recentemente di voler regolamentare Internet a seguito degli ‘inaccettabli’ contenuti video che si possono inserire in Rete.

Gentile Ministro, La invito a eleminare al più presto quei contenuti ‘amorali’ dal suo sito.

Benvenuto in Rete!

[Segnalato da Pandemia]

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L’Italia analogica

By mcc   /     Nov 26, 2006  /     z_Post  /     1 Comment

Oggi sono andato con famiglia al Mazda Palace perché c’era uno spettacolo della Disney con Winny The Pooh e altri beniamini di mio figlio di quasi 3 anni.

C’erano 4000 mila bambini con relativi genitori. Tutti in fila alle 5 biglietterie. Quando è arrvato il mio turno ho scoperto che non accettavano nessun metodo si pagamento elettronico.

Niente carta di credito e niente bancomat!

Io non avevo contanti. Il bancomat più vicino era a una fermata di metropolitana -e avevo posteggiato l’automobile nel silos adiacente dopo mezzora di fila tra piccoli piloti geni che con lo sguardo a pingpong cercavano posto tra le file dei piani che erano invce chiaramente indicati come pieni-.

Tornando alle carte, ogni tanto qualcuno si lamentava ma gli omini dietro le gabbiette sollevavano le spalle come se la richiesta di pagare elettronicamente fosse in fondo un po’ esosa.

E’ una modalità prevalentemente italiana. Non mi è mai successo all’estero di non veder prendere le carte di credito, specie in attrazioni di quelle dimensioni, e specie se lontano dai centri abitati.

Mentre il resto del mondo cobatte sul filo del customer care, della comunicazione di forntiera e dei servizi personalizzati per ogni singolo utente, da noi se non hai il sacchettino coi Fiorini, torni a casa.

Ho fatto fatica a spiegarlo a mio figlio. Per lui entrare era un diritto e non capiva come mai saremmo dovuti tornare a casa mentre tutti sventolavano felici i loro dannati foglietti di carta pieni di microbi. Non avevamo i foglietti con gli stli architettonici, ma nemmeno i microbi… Fortunatamente non ero l’unico. Molti inveivano sventolando i loro inutili rettangolini di plastica…

Divagazioni a parte e riflettenoci bene, ha comunque ragione l’inconsapevole saggezza di un bimbo di tre anni. Cioè che dovremmo avere sempre il diritto di pagare con denaro elettronico.

Non basta la legge della domanda e dell’offerta a obbligare gli esercizi aperti al pubblico ad adottare i nuovi metodi di pagamento, perché in casi come quello di oggi, le logiche economiche che passano da un’azienda che organizza l’evento, un palazzetto “white label” e una Disney che non si sente in dovere di ripercorrere la catena per verificare se gli utenti sono soddisfatti a partire dal metodo di pagamento. E’ lo Stato che dovrebbe obbligare tutti gli esercenti a offrire metodi di pagamento elettronici, pena sanzioni e multe.

La mancanza di una visione orientata al cittadino è ancora più evidente dopo una legge finanziaria che introduce nuovi obblighi nei meccanismi di pagamento: dai professionisti che non possono più essere pagati in contanti, sino agli F24 che possono essere pagati solo in banca. Bastava una piccola estensione per innescare un meccanismo che avrebbe contribuito alla crescita del nostro paese.

I conti però li ho dovuti fare con mio figlio che è voluto tornare allo replica successiva.

Una chicca:
nessun controllo antiterrosismo all’ingresso. C’era solo il signore che strappa i biglietti, non un poliziotto, non una guardia giurata, ne dentro ne fuori.
Eppure li dentro c’erano 9000 persone, di cui 4000 bambini. Uno spettacolo della Disney, una delle aziende che più rappresentano l’America, che aveva come spettatori gli uomini del futuro, quelli che vivono e rappresentano una tra le più importanti città dell’occidente.
A posteriori vi posso dire che ho percepito un nuovo aspetto della strategia del terrore: dove non c’è terrore non c’è strategia. Ovvero sarebbe sufficiente non aver più paura per debellare in un istante qualunque forma di estremismo islamico.

Un’altra chicca:
L’altra forma di inciviltà che hanno dimostrato gli organizzatori è stata quando una bimba sulla sedia a rotelle non è potuta entrare perché non c’era un’alternativa alle scale. I genitori l’hanno dovuta trasportare in braccio sino al posto che gli hanno assegnato.

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Il commento di Stefano Hesse

By mcc   /     Nov 25, 2006  /     z_Post  /     0 Comment

Ho chiesto a Stefano Hesse (Responsabile Relazioni Esterne di Google Italia) un suo commento da ‘utente’ al post “Perquisite Internet” di ieri, e in particolare a tutto quanto e’ stato scritto da voi nei commenti al post.

Di seguito la sua opinione:

“Ciao Marco. Per quanto ci riguarda, oltre che a collaborare da sempre al massimo con le autorita’, e a esprimere rammarico nei confronti del ragazzo e della famiglia, da utente ritengo che tale tecnologia debba essere mantenuta aperta, date le opportunita’ che offre. Il controllo porterebbe troppi svantaggi e pochi vantaggi. Nel caso in questione, trovo strano che qualcuno tiri fuori il problema solo adesso, come se fosse colpa del Web. Spero solo che questo fatto serva a far discutere nella maniera giusta e, una volta che gli egocentrismi e la voglia di pubblicita’ di qualcuno si saranno esaurite, si torni a parlare di utilizzo intelligente del Net.
Se vuoi, puoi pubblicare questo testo.
a presto
Stefano Hesse”

Non potrei essere piu’ d’accordo. A fine 2006 non e’ accettabile dare la colpa al Web. Google fa bene a collaborare, sia perche’ ritengo sia corretto cosi’, sia perche’ e’ certamente un buon modo di porsi alla luce della posizione di primo piano che occupa nel mondo digitale.
Tuttavia non sono cosi’ ottimista. Non credo che questo episodio portera’ a far discutere nella maniera giusta. Credo, piu’ pessimisticamente, che avremo davanti un annetto di ‘caccia alle streghe’.

P.S.
Per chi ancora non lo sapeva, Stefano ha il suo blog.

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Perquisite Internet!

By mcc   /     Nov 24, 2006  /     z_Post  /     1 Comment

In queste ore stanno succedendo cose che nemmeno Kafka riusciva a immaginare.

Eccone alcune in ordine sparso:

- Hanno indagato Google Italia per il video del ragazzo picchiato

e sin qui tutto bene…

La parte comico/procedurale è:

- Hanno perquisito la sede di Google Italia!

- Stanno indagando due cittadini americani

- Hanno interrogato testimoni che dicono di non avere controllo sui video uploadati specie perché i server sono in USA (!!!!)

Vorrei veder sequestrare i server di Google, i PC che nel mondo hanno salvato quel video, tutti i PC connessi a circuiti P2P contenenti quel video e forse tutta Internet in quanto qualche bit può sempre scappare. Ovviamente partendo da Palo Alto. Con gazzelle e lampeggianti…

Ma la giornata non finisce qui. La furia della censura si è scatenata anche contro il video del motociclista.

- Il video l’hanno fatto togliere da Google Video

Era qui: http://video.google.it/videoplay?docid=-7769732783589646466

Ma è stabilmente su YouTube (che come sapete è sempre di proprietà di Google) ed E’ qui: http://www.youtube.com/watch?v=Je9RjvFs05Q

- Sky TG24 dice: “il ragazzo ha montato una webcam sulla moto”. (Una webcam? PEr i giornalisti televisivi qualunque video messo su internet non può che essere stato ripreso con una webcam!!!)

- SkyTG24 aggiunge: tra gli indizi hanno trovato un PC in casa. (OK il digital e il cultural divide, ma un PC in casa può essere un indizio?)

Tutto questo dal punto di vista della Rete e dei suoi diritti. Non è mio compito e il mio blog non è la sede per fare considerazioni su quanto questi video siano poco educativi.

Anyway questa è l’Italia cari amici. Siamo parecchio lontano da una cultura digitale condivisa e da una classe di professionisti preparata su questi temi.

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Oggi su Nova – Il Sole 24 Ore

By mcc   /     Nov 23, 2006  /     z_Post  /     0 Comment

Come d’abitudine vi segnalo il mio pezzo di oggi su Nova.

 

 

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Libertà digitali 2

By mcc   /     Nov 21, 2006  /     z_Post  /     0 Comment


Dai commenti al post di ieri è emerso che:

- Tutti più o meno hanno subito qualche inguistizia o vessazione da parte di aziende che offrono servizi nel digitale o da parte dello stato.
- Si riflette sul senso di una sorta di WTO del web.

- Il punto di partenza è nella tutela della neutralità della Rete.

- Manca un codice etico commerciale da parte di piccole, medie e grandi imprese.

- Il consumatore non è consapevole dei propri diritti e della potenzialità dei mezzi.

- L’azione politica può essere disintermediata.

- I politici latitano e agiscoono troppo lentamente rispetto a quanto necessitano i mezzi digitali.

- Ragionano in ottica sanzionatoria e non educativa.

 

 

 

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Libertà digitali

By mcc   /     Nov 20, 2006  /     z_Post  /     0 Comment

Ne parlerò al BarCamp di Torino il 2 dicembre.

Nel frattempo vorrei avere le vostre opinioni sui seguenti stimoli:

- Se il vostro provider non vi fa accedere a una parte di Rete o al vostro sito preferito, pensate di poter ricorrere a qualcuno per far valere i vostri diritti? Avete veramente quei diritti?

- Se acquistate qualcosa in Rete e il venditore non è una persona onesta e scappa coi soldi senza spedire la merce è probabile che abbiate le stesse chances di recuperare i vostri soldi o comunque di denunciare l’accaduto con qualche speranza di vedere eseguire delle ricerche da parte delle forze dell’ordine. Almeno quante ne avete nel mondo tradizionale. Ma se l’oggetto della trasazione era qualcosa di un po’ più tecnico, come per esempio un software che non fa esattamente quello che deve fare, o un servizio di telefonia VoIP su cui non è stato accreditato quanto avete pagato o per cui il servizio reso non è quello pattutito? A chi lo spiegate? A chi potete parlare di bit dovuti e non forniti? Ai Carabinieri?

- Se il vostro provider di telefonia mobile dice che avete generato traffico GPRS per 10mila Euro (faccio notare che basta scaricare video per qualche giorno visto che mediamente vendono a 3 Euro al MByte), da chi andate? Chi vi può difendere?

- Se un customer care non è propriamente ‘care’ e non vi da risposte, a chi vi rivolgete? Potete difendervi?

- Se l’unico operatore in Italia di TV via satellite vi dice che il vostro ricevitore non è più in garanzia perché nel contratto c’è scritto che vale solo se telefonate nei primi giorni dispari del mese, ma l’1 è troppo presto e il 3 è troppo tardi, cosa fate? A chi vi rivolgete? Qualcuno può difendervi?

- Se il vostro provider email ve la toglie per un problema tecnico e per un altro problema tecnico decide che non siete voi i proprietari in quanto la password è stata resettata e voi non potete più accedere, cosa fate? A chi vi rivolgete? Chi vi può difendere?

- Se le forze dell’ordine arrivano a casa vostra o nel vostro ufficio e sequestrano tutti i computer perché siete sospettati di fare qualcosa di digitalmente illegale, potete difendervi? Anche se non avete più i vostri computer? Anche se sono in mani di altri? Anche se una volta in mani di altri diventa tutto indimostrabile? Come fate con il resto dei dati (non sospetti) che non avete più perché sono nei computer sequestrati? Come fate a continuare a lavorare nel frattempo?

- Le aziende che lavorano in Rete, per la Rete e che offrono prodotti digitali, sono tutelate come quelle che operano nel mondo analogico con prodotti analogici?

- Nel vostro sito/blog/commenti, siete liberi di linkare quel che volete? Sicuri di non essere denunciati per violazione del copyright?

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La risposta è una sola: servono leggi adeguate al cambiamento in corso. Bisogna esigere tutela. Tanto quanto volete circolare per le strade della vostra città senza che vi sparino come nel far-west, dobbiamo esigere leggi che tutelino la vita online e le sue espressioni.

Dobbiamo farlo e farlo in fretta.

Vorrei fare qualcosa di concreto, se qualcuno è d’accordo con me, me lo faccia sapere.

Noi che conosciamo bene il mondo digitale, abbiamo il dovere di fare qualcosa per porre le basi per un futuro che lo veda libero e sicuro anche per chi ancora non ha le basi culturali per rendersi conto dei rischi che presto correranno tutti.

Idee e commenti sono molto graditi.

 

 

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