Strumenti colaborativi
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Siamo in molti a lavorare col PC e via PC. Per alcuni scopi l’uso della Rete sostituisce egregiamente gli incontri di persona. Però sembrano ancora molte le aree in cui sembra impossibile sostituire un buon incontro di persona con uno via Internet.
La videoconferenza sembrava dovesse porre rimedio, ma di fatto la usiamo tutti poco, e a mio parere è comprensibile.
Il punto debole è un altro: la condivisione delle applicazioni e dei contenuti.
Infatti, fateci caso, quando lavorate bene in coppia o in team, avete spesso davanti a voi un PC e il suo contenuto è visibile a tutti. E’ una modalità così sperimentata e chiara a tutti che non manca mai un videoproiettore in una sala riunioni.
Tuttavia faccio sempre fatica a trovare colleghi che utilizzino già strumenti collaborativi per il desktop.
E’ infatti molto produttivo parlare in voce (magari con Skype) e contemporaneamente condividere la visualizzazione di una determinata applicazione sul PC dell’interlocutore.
Per questo io utilizzo UNYTE (www.unyte.net), si integra con Skype e permette la condivisione (con o senza controllo) di una o più applicazioni con chi sta dall’altra parte della conversazione.
Per i video invece, la buona fluidità di Unyte non è sufficiente e perciò quanto lavoro su produzioni video e magari devo collaborare con qualcuno oltreoceano come se fosse qui a fianco a me, uso syncVUE (www.syncvue.com). E’ un’applicazione che consente la vera condivisione di un video. E’ possibile per esempio vederlo in sincrono con chi è connesso, commentarlo insieme via chat o via skype, attivare una specie di puntatore laser per indicare parti del video ed esiste sia in versione PC, sia per MAC.
Invito perciò tutti a incrementare l’uso di queste applicazioni collaborative perché ritengo che se le incominciate a sperimentare, poi difficilmente ne potrete fare a meno. (e io non devo ogni volta postularne l’installazione).
Nell’epoca dei contenuti partecipativi amatoriali credo che siano i professionisti che invece potrebbero avvantaggiarsi profondamente delle opportunità offerte dal “nuovo”. Spesso però la soluzione sta lì, a due passi; proprio dentro quella “macchinetta” per leggere le email.



