
In queste settimane sto preparando nuovi prodotti per il web. Si tratta di servizi online il cui modello di business è basato sulla pubblicità. I prodotti sono innovativi, il modello di business però no. Si basa quasi sempre sulla pubblicità.
Non c’è da stare allegri in un’epoca in cui la pubblicità generalista online paga molto poco e quella targettizzata non esiste perché, teorie a parte, il mercato non è pronto per vendere e produrre pubblicità per le nicchie.
Sino a quando le nicche non saranno aggregate sarà difficile produrre il contenuto pubblicitario a prezzi accessibili.
Ecco un nuovo pradosso di questi anni digitali.
Ecco perché amo i pionieri della Rete, quelli che mettono i soldi dove batte la loro lingua. Come dice un caro amico “put your money where your mouth is”.
Un esempio recente è Lulu.tv, dove gli utenti pagano $14,95 al mese e la somma dei “canoni” viene poi suddivisa proporzionalmente tra gli editori dei video più visti, tolto un 20% che trattengono i gestori.
Visionario? Può darsi. Però ricordate che solo pochi anni fa erano considerati visionari quelli che osavano sostenere che la musica si sarebbe comprata prevalentemente online.





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