La tecnologia: una commodity.

La tecnologia oggi è una commodity, il valore sta prima nelle best practice e nella profonda conoscenza dei mezzi, poi nel sapere condiviso e diffuso, infine diventa “standard”.
Un esempio per tutti mi è stato segnalato da Renato Biolcati Rinaldi di Night Passage, che grazie ad una corretta alchimia tra strumenti e piattaforme free ha ottenuto un risultato che se fosse stato sottoposto a una web company tradizionale avrebbe generato un preventivo di spesa di parecchie migliaia di Euro in piattaforme e progammazione ad-hoc.
Presso questo LINK Renato spiega nei dettagli con quali procedure e con quali strumenti ha realizzato una “Radio” a costo zero per diffondere sia in diretta e sia on-demand i dibattiti che sul sito tengono ogni sera alle 23:00 sul sito spagnolo Podcastellano / Mundial
A supporto cito Nicholas G. Carr [tratto da ISTUD] ex direttore della prestigiosa Harvard Business Review sostiene che la tecnologia, nel suo processo di adozione, passa progressivamente da risorsa strategica a commodity. Il processo, secondo Carr, si distingue in tre fasi:
1-Si comincia da una fase iniziale in cui una tecnologia assume le caratteristiche tipiche di una risorsa proprietaria: ha un accesso ristretto che può derivare da cause diverse (ad es. barriere fisiche al suo utilizzo da parte di alcune aziende, elevati costi di acquisizione, leggi che ne tutelano l’esclusività, oppure la mancanza di standard condivisi). In questa fase le singole aziende che hanno la possibilità di utilizzare una determinata tecnologia col beneficio dell’esclusività possono approfittarne per acquisire un vantaggio competitivo difendibile sui propri rivali;
2-Successivamente, quando le possibilità di accesso alla tecnologia si estendono a un numero maggiore di aziende non è più possibile conseguire i vantaggi tipici che derivano dall’esclusività di utilizzo di una specifica risorsa. È, tuttavia ancora possibile per alcune aziende acquisire attraverso tali tecnologie un vantaggio sui propri competitor mediante la particolare modalità con cui tale risorsa viene utilizzata. Infatti, si è ancora in una fase in cui la tecnologia è “giovane”, quindi manca ancora un’esaustiva documentazione circa le best practice da imitare. Le aziende sono perciò ancora libere di sperimentare modalità differenti di utilizzo della tecnologia e quelle che sapranno individuare le modalità migliori saranno in grado di acquisire un vantaggio sulle altre, almeno fino a quando saranno in grado di mantenere il segreto;
3-Infine, quando aumenta la consapevolezza circa le diverse possibilità di utilizzo di una tecnologia ed emergono le informazioni circa le best practice (in questo processo il ruolo fondamentale di divulgatori è giocato dagli stessi vendor della tecnologia, dai consulenti e dalla letteratura specifica) fa sì che le pratiche individuate come “migliori” vengano copiate dagli altri in maniera diffusa. Questa nuova situazione fa sì che la tecnologia non costituisca più una risorsa proprietaria, ma diventi una risorsa infrastrutturale e che non sia più in grado di offrire un vantaggio di differenziazione alle aziende, ma consenta altri vantaggi frutto della condivisione di una stessa risorsa da parte di più operatori. La tecnologia diventa in questo modo uno standard.



