Consapevolezza, responsabilità e diritti del Cittadino Digitale
Celentano, Un blog all’italiana.
Occhio alla data del primo e unico post.
Criticare il blog(?!??) di Celentano sarebbe come criticare un bimbo di due anni perché non parla bene la lingua. Tuttavia la desolazione che ho provato entrando in quel blog è emblematica del presente che stiamo vivendo. Un blog con un solo post rappresenta bene il deserto culturale che stiamo percorrendo. Un personaggio pubblico di cotanta fama che ritiene (evidentemente a ragione) di potersi permettere un’esposizione mediatica così autodiffamante senza rendersi minimamente conto di quante nicchie verranno a contatto con quel sito e quanti si faranno una cattiva opinione di lui.
Perché quel blog è in stato di abbandono e di pre-rottamazione? Per colpa di qualche consulente o venditore web col cappello da consulente che non ha voluto spiegare all’artista che la periodicità costa, e che pochi sono disposti a pagarne il prezzo ma è l’unica strada da intraprendere per un prodotto del genere.
Un prezzo però, attenti, che segue dinamiche simili a quelle delle tasse: se non lo pagano loro, lo paghiamo noi. Quindi pagare tutti per pagare meno.
Ergo, chi conosce i nuovi media digitali e le loro reali caratteristiche deve imparare a essere intransigente e denunciare a gran voce, senza paura, silenzi e sottintesi chi rallenta l’innovazione nel nostro paese. Da Grillo, il blogger populista che spaccava i computer e oggi fa il sedicente portavoce della Rete, ai Celentani che diffamano un mezzo altrimenti degno, sino ai finti esperti di Rete che evangelizzano disinformando.
Ci vuole un po’ di coraggio per pretendere una Rete libera, dove viga la net neutrality e l’indipendenza dei contenuti e dei contenitori.
Esorto tutti a un po’ di responsabilità, quella di cui ci chiederanno conto i nostri figli, che ci domanderanno dove eravamo quando si ponevano le basi per non poter più navigare se non all’interno della Rete di chi ci offre accesso.
Il popolo non è mediamente preparato per comprendere le scelte politiche che si stanno consumando in queste ore in tutto il mondo.
Mi permetto di chiedere questo impegno ai miei lettori che so essere prevalentemente manager o liberi professionisti del digitale. Quindi preparati per esprimere pubblicamente opinioni di valore. Quel valore che tra qualche anno tornerà nelle nostre tasche se avremo difeso bene le libertà e i diritti del nuovo Cittadino Digitale.
In alternativa iniziamo ad abituarci alle disattivazioni arbitrarie delle nostre linee Internet, telefoniche o televisive senza che le nostre grida possano andare oltre alle orecchie dell’operatrice del call center.
Questo non è il futuro, è già il presente. La nostra vita è in mano ai nostri provider che per un errore burocratico possono chiudere in pochi istanti la nostra capacità di comunicare, lavorare e vivere nel mondo che ormai è sempre più digitale.
Le parole chiave: consapevolezza, responsabilità, diritti del Cittadino Digitale.




Bellissimo articolo, anche se trattato con un tono forse troppo catastrofista.
Ho molto spesso l’impressione che tu stia parlando a me e ad altri professionisti, (già coscienti della situazione), ma che il resto della nazione non sia pronto ad ascoltare. Serve tempo. Niente e nessuno è veloce quanto la tecnologia e ovviamente non tutte le persone lo sono. Vale la pena sperare che lo diventino ? E’ realistico pensare che lo diventino ? Serve tempo, pazienza, professionalità e competenza da parte di chi assiste i non addetti ai lavori. Forse l’unica cosa che possiamo fare é arginare l’incompetenza di questi consulenti e attendere, spingendo, che la cultura informatica … “dilaghi”..