Come promesso ecco il mio pezzo uscito su ADV in cui racconto ciò che ho appreso da una settimana a Cannes al MIPTV.
“…Ovvero la televisione ha ufficialmente cessato di esistere per come la conosciamo ed è rinata in qualcosa di diverso. Questa volta però non siete di fronte alla solita profezia perché è successo davvero e per tutti, quindi non solo per alcune nicchie come alcuni vorrebbero far pensare.
Inutile correre in salotto per vedere se l’amica di sempre è ancora lì. Forse c’è ancora, è adagiata sul mobile porta TV, magari acquistato qualche anno fa in un grande centro-tempio di accessori audiovisivi. Giace lì, attaccata da una parte a un filo di corrente, e dall’altra a quel cavo bianco che la collega all’antenna sul tetto, esposta ai venti, come per cercare l’ossigeno sufficiente a sopravvivere ancora un po’.”
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Ma no, questo è il futuro, non c’è ancora il mercato, non ci sono i clienti….. e se continua così non ci saranno nemmeno i “fornitori”. Chissà se qualcuno lo ha capito che quello che hai descritto è ciò che sta accadendo ora. Non sarebbe ora di prepararsi?
Queto è il fututro ma non così prossimo come sembra. I clienti sono disorientati, le agenzie, non sanno di cosa si stia parlando e i fornitori ? be li ci sono degli equilibri che difficilmente muteranno velocemente. In uno scenario cosi confuso, bisognerebbe prepararsi, è vero , ma a cosa?
Questo è il presente, non il futuro. Anche se dalle finestre degli uffici non è visibile.
Il cambiamento sta proprio nel fatto che sono gli utenti ad esigerlo.
Per vederlo basta informarsi sulla penetrazione di TIVO in USA, leggere i dati di crescita di YOU-TUBE e quelli su vodcasting.
Consultare l’auditel invece non aiuta.
In Italia io credo che siamo ancora lontani, per la scarsa diffusione della banda larga, e perche gli apparati non sono ancora usabili da chi non ha un minimo di dimestichezza con la tecnologia.
I dati di crescita ovvimente non sono rilevabili dall’ auditel è vero.
Nessuno di player della comunicazione oggi, ha intaresse nello sviluppo dei una tecnologia diversa da quella che ha già.
Fino a che la casalinga di voghera non potrà usare facilmente la nuova tecnologia non credo che trovi spazi nelle nostre case.
La grande differenza la possono fare i contenuti, non dimentichiamo che in italia la tv over ip si è diffusa con Fast Web già da qualche anno.
E vero cha sono gli utenti ad esigerlo ma fino che non lo chiederà la famosa casalinga la crescita sarà lenta.
Luca, credo che tu abbia ragione da una parte, perché il time to market è fondamentale per ogni imprenditore. Ma non possiamo aspettare il mercato per prepararci, perché altrimenti sarebbe troppo tardi. Ti posso fare un esempio molto calzante. Ho visto che sul tuo blog ti occupi di product placement. Ebbene come sai, oggi è possibile solo al cinema ma non in tv. E’ tuttavia in revisione la Direttiva Senza Frontiere che lo consentirà anche in televisione . Questa direttiva potrebbe essere approvata in via finale entro l’anno e potrebba aprire nuovi terreni. Cosa farà una agenzia, aspetta il mercato o fa come stai facendo tu, che attraverso il tuo blog, ne studi il fenomeno?
A proposito, di product placement, ti interesserà sapere che sto lavorando su un modello innovativo internazionale di misurazione del product placement, ne vogliamo parlare o aspettiamo la casalinga di Voghera? Un saluto.
Mauruzio, daccordo su tutto, tanto che il blog è una emanazione della mia agenzia di product placement.
Non agenzia di pr o creativa una vera agenzia di PP.
Fondare una agenzia del genere mi sembra molto proietteto in avanti.
Bisogna però contestualizzare il mercato (Domanda Offerta) o si rischia di scollegarsi troppo dalla realtà delle cose.
La normativa poi va vista con chiarezza, se è vero che è possibile farlo solo al cinema e vero anche che se proponi un progetto solido questo prodotto va anche in televisione dvd sky etc.
La normativa vigente poi non impedisce completamente la televisione.
Sugli strumenti di misurazione sono molto interessato, parliamone.
Ma nella mia esperienza i modelli utilizzati sino ad ora non danno valutazioni attendibili, e soprattutto non sono replicabili modelli di altre forme di comunicazione se non debitamente corretti.
Quindi non aspetteremo mai la caslinga di voghera ma ricordiamoci che dobbiamo parlare anche a lei.
Un saluto
Luca, tu hai sicuramente ragione, lo confermo. Ma come vedi non hai aspettato che il mercato product placement sia maturo, intanto hai acquisito competenze specifiche anche se molti ancora oggi non sanno cos’è.
Quindi lavoriamo su due fronti. Per il business nelle logiche che tu indichi, ma prepariamoci culturalmente fin da subito. E’ solo questione di atteggiamento mentale.
Sulla misurazione del product placement, se mi contatti in privato o visiti il mio blog, ti posso offrire maggiori informazioni. Non voglio abusare di uno spazio in cui sono ospite.