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Vi fareste ancora fare il sito della vostra S.p.A. da quel genio del figlio del vostro amico?

By admin_temp   /     May 31, 2006  /     z_Post  /     1 Comment

Dal 1997 al 2000 i siti delle medie e grazie aziende si facevano fare prevalentemente dai “cantinari”.
Oggi le aziende di medie e grandi dimensioni si rivolgono esclusivamente a webagency strutturate e capaci di fornire un prodotto professionale di alta qualità nel rispetto dei princìpi del marketing, della comunicazione e di standard tecnologici affidabili. Oppure hanno creato internamente rami o strutture omologamente organizzate.

Tre anni fa ho fondato un’azienda che produce contenuti audio e audiovisivi di alto livello qualitativo, nel rispetto degli standard di cui sopra.

Oggi la richiesta di audio e audiovisivi sta crescendo esponenzialmente. Il podcast, le pagine web vocalizzate (gli speakage) e la sincronizzazione per i video sono tra i prodotti che stanno suscitano più interesse in questi primi mesi del 2006.

Ed ecco arrivare i primi cantinari che con un microfono da PC, la dizione sbagliata (o nella migliore delle ipotesi uno speaker senza direttore di doppiaggio) un montaggio sommario e qualche musica inappropriata cercano di vendere a manager inesperti sottoprodotti di pessima qualità.

Come sapete però, l’utente invece è naturalmente capace di distinguere tra un talkshow prodotto da telequartiere e uno prodotto dalla Rai. Anche se è una casalinga di Voghera.
Perché non dovrebbe quindi riconoscere la scarsa qualità delle vostre produzioni audio? Solo perché ogni scarrafone è bello a mamma sua e voi non ve ne accorgete?

L’accento regionale della voce d’attesa telefonica, l’incertezza di uno speaker diretto male o non diretto proprio, un montaggio non rispettoso dei linguaggi auditivi sono un pessimo biglietto da visita per la vostra azienda.
Il paradosso è che spesso si tratta di produzioni che come obiettivo hanno quello di migliorare la comunicazione aziendale e accrescere l’immagine del brand.

Mi riferisco ovviamente a produzioni professionali con scopi di marketing, da non confondere con quelle dei blogger/podcaster che vedono il loro punto di forza proprio nella natura amatoriale del prodotto. (anche se spesso tediose da ascoltare perché il nostro cervello ha comunque bisogno di essere “intrattenuto” bene per mantenere viva la sua attenzione. Specie in questi anni di sovraesposizione mediatica di ottima qualità)

Inoltre oggi le piattaforme sono una commodity: YouTube, Blogger, Feedburner, etc. sono gratuite oltre che indispensabili per la distribuzione dei vostri contenuti di marketing.

Nel centro ci sono quindi i contenuti, non la tecnologia. Non comprate la tecnologia, quella è gratis! Comprate dei buoni contenuti.

Questo è un blog e dal momento in cui si apre la porta di casa (come in un blog) è inutile fingere, altrimenti sarebbe stato meglio tenerla chiusa. Perciò, stante l’evidente faziosità di questo post, suggerisco a tutte le imprese in procinto di commissionare contenuti multimediali audio/visivi di rivolgersi ad aziende che di professione fanno questo o a webagency che danno in outsourcing questo genere di produzioni, e non ai cantinari o alle webcompany che attaccano un microfono al computer e convocano uno speaker a cui danno un foglio in mano da leggere.

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L'invasione degli alimentatori

By admin_temp   /     May 30, 2006  /     z_Post  /     2 Comments


Come ben sapete viviamo nell’era dell’incompatibilità. Quotidianamente litighiamo con la macchina fotografica che non è compatibile col televisore, che non è compatibile con la presa, che non è compatibile con la tensione, etc.
In questo dedalo di devices ce n’è uno in particolare che sta invadendo le nostre scrivanie, sopra e sotto. E’ nero, pesante, scomodo e ingombrante. Si riproduce al ritmo di uno nuovo al mese e nasce dentro scatole di ogni tipo.

E’ l’alimentatore / caricabatterie!

Un incubo del nostro tempo. Notebook, telefonino, macchina fotografica, Bluetooth headset, GPS, Mouse, Mp3 player. Ognuno con un caricabatterie diverso. Se poi avete la versione da automobile il numero raddoppia.

Oggi sarò un po’ tecnico, ma sono sicuro che l’argomento, così vicino alle prese di tutti, può essere di largo interesse.
Se chiedete spiegazioni a un ingegnere elettronico vi spiegherà che questa babele è dovuta alle diverse esigenze di ogni singolo device. Il notebook per esempio assorbe alcuni Ampere/ora, quindi richiederà un trasformatore fisicamente più ingombrante, capace perciò di fornire la corrente necessaria. Mentre al contario, nel caso di una cuffietta bluetooth basteranno 100 mAmpere che potranno essere erogati facilmente da un alimentatore piccolissimo.

Apparentemente questa appare come una giustificazione plausibile. Ma si sa, gli ingegneri elettronici amano crearsi (e creare) vite difficili.
Se proviamo infatti ad affrontare il tema con un po’ di creatività e attivando il pensiero laterale, scopriamo che i device possono essere classificati in due principali categorie: quelli che assorbono più di un Ampere/ora e quelli che ne assorbono un decimo; ovvero la maggior parte.
Sembra una digressione tecnica inutile, ma per capire bene dovete sapere che un dispositivo può essere alimentato da un trasformatore che eroga nominalmente più Ampere di quelli richiesti, senza che questi crei alcun problema, mentre per il voltaggio è necessario attenersi alle specifiche, perché una sovralimentazione può invece bruciare i componenti elettronici.
C’è anche da sapere che i progettisti sono quasi sempre liberi di scegliere quanti Volts richiederà il circuito. Spesso sono semplicemente “più comodi” con un voltaggio perché magari il circuito integrato principale lavora a quella tensione. Potrebbero aumentare di qualche centesimo il costo di produzione per uniformare la tesnione ma non lo fanno,e il risultato è la babele di voltaggi a cui siamo sottoposti.

Perché non produrre quindi due soli tipi di alimentatori? Due soli voltaggi e due soli Amperaggi. Uno per dispositivi che assorbono molto e uno per quelli che assorbono poco. Semplice, no?

Che bello sarebbe se i produttori si accordassero per uno standard condiviso, evitandoci un futuro fatto di grappoli di alimentatori appesi alle ciabatte?
E già che ho osato a lasciarmi andare sin qui, mi spingo oltre:
perché per quelli di basso assorbimento non adottare la soluzione USB?
Alcuni device già la utilizzano e mi pare un’ottima scelta: con un solo adattatore accendisigari/USB, un cavetto

da PC miniUSB e un adattatore da rete elettrica a USB si può alimentare e caricare quasi tutto.

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La TV è morta. Viva la TV!

By admin_temp   /     May 27, 2006  /     z_Post  /     7 Comments

Come promesso ecco il mio pezzo uscito su ADV in cui racconto ciò che ho appreso da una settimana a Cannes al MIPTV.

“…Ovvero la televisione ha ufficialmente cessato di esistere per come la conosciamo ed è rinata in qualcosa di diverso. Questa volta però non siete di fronte alla solita profezia perché è successo davvero e per tutti, quindi non solo per alcune nicchie come alcuni vorrebbero far pensare.
Inutile correre in salotto per vedere se l’amica di sempre è ancora lì. Forse c’è ancora, è adagiata sul mobile porta TV, magari acquistato qualche anno fa in un grande centro-tempio di accessori audiovisivi. Giace lì, attaccata da una parte a un filo di corrente, e dall’altra a quel cavo bianco che la collega all’antenna sul tetto, esposta ai venti, come per cercare l’ossigeno sufficiente a sopravvivere ancora un po’.”

continua…

http://tinyurl.com/m3e96

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La rivoluzione dei telefonini VoIP WiFi

By admin_temp   /     May 26, 2006  /     z_Post  /     2 Comments


Oggi ho comprato un telefonino VoIP WiFI: http://www.voipshop.it/shop/product_info.php?products_id=73. Da non confondere con uno smartphone capace di connettersi a Internet via Wi-Fi. Questo è proprio un vero telefono “cellulare” Wi-Fi, ovvero si connette alle reti Wi-Fi che trova disponibili, poi automaticamente si connette con il vostro provider SIP predefinito e da quel momento potete ricevere o effetturare chiamate come se foste davanti al vostro PC. Quindi chiamate urbane a costi nulli nel caso di chiamate a un utente del vostro stesso provider SIP, altrimenti a costi bassi tipici del VoIP, sino alle tariffe flat a 13 euro al mese.
L’altra interessantissima novità è che posso ricevere chiamate al mio numero fisso (uno con prefisso 02) come se fossi in ufficio anche quando non lo sono. Inoltre le potenzialità della piattaforma del mio provider (Messagenet)mi consentono di usarlo come un terminale di un centralino, trasferendo o facendomi trasferire la chiamata dalla segreteria dell’ufficio al mio portatile.
I veri benefici li sperimenterò quando andrò all’estero perché potrò chiamare al costo di una urbana o ricevere senza pagare il roaming.
Se le WiFi fossero free e coprissero una città intera (possibilità non poi così remota), le attuali telefoniche dovrebbero portare i libri in tribunale…

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Vogliamo l'acqua potabile nelle case!

By admin_temp   /     May 22, 2006  /     z_Post  /     3 Comments


“Vogliamo l’acqua potabile nelle case!” … “E’ ora di inventare l’acqua calda!”
Sono questi gli slogan che mi pare di sentire ogni volta che leggo un articolo, post o email di qualcuno che chiede a gran voce quel che già esiste.
Quasi mi intenerisce il post pubblicato da Beppe Grillo in cui un “povero padre”, con un’email strappalascrime chiede a Grillo di far qualcosa per eliminare la pubblicità dalla TV. Per salvare il suo povero figlio che ormai ne deve digerire grandi quantità. Ne fa una questione italiana e politica. Si rivoge addirittura a Prodi, dimenticandosi che nel frattempo il resto del mondo non è Italia e la TV non c’entra con lo stato e con la “politica”.
Questo è il post di a cui mi riferisco: http://www.beppegrillo.it/2006/05/lagonia_della_t.html
Qualcuno ha voglia di spiegare a Grillo e al Povero Padre che , pare, una nuovissima tecnologia chiamata DVD si stia affacciando sul mercato e che forse, dicono, sia perfino capace, attraverso piccoli dischi argentati, di mostrare contenuti audiovisivi quando vuoi tu. L’incredibile è che sembra non contengano interruzioni pubblicitarie. Dicono perfino che il costo sarà accessibile, nell’ordine dei 35 euro per il lettore e dei 10 euro per alcuni “dischetti”. Sembra anche che i cartoni animati siano tra questi.
Nessuno gli parli però di TIVO per cortesia, potrebbe avere uno shock irreversibile.

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Amici, ho trovato l'auto che fa per me!

By admin_temp   /     May 19, 2006  /     z_Post  /     1 Comment

 
 
Che dite? Creiamo un gruppo d’acquisto? Posted by Picasa

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Oggi ho lavorato da qui

By admin_temp   /     May 14, 2006  /     z_Post  /     4 Comments

 
Alla faccia dei luoghi comuni su chi lavora con i computer… ;)&nbsp

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V Forum Annuale sulle Telecomunicazioni

By admin_temp   /     May 11, 2006  /     z_Post  /     2 Comments

Vi segnalo un evento molto interessante:
V Forum Annuale sulle Telecomunicazioni
I nuovi modelli organizzativi per competere nel mercato delle telecomunicazioni
Roma, 25/05/2006  – The Westin Excelsior – Via V. Veneto, 125

Più di 30 esperti e specialisti del settore per parlare delle strategie competitive messe in atto per vincere le nuove sfide della convergenza.

Link: http://www.biweb.it/Conferenze/SchedaConferenza.aspx?IdConvegno=1028&IdArea=1

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 Perché un post LIVE? Per fare onore a Oracle e al…

By admin_temp   /     May 09, 2006  /     z_Post  /     2 Comments

 Perché un post LIVE? Per fare onore a Oracle e alla sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna che offono in sala una Wi-Fi aperta a tutti. Non è pubblicizzata e nemmeno segnalata. C’è e basta. così come dovrebbe essere dapperutto e in particolare in qualsiasi sala conferenze o riunioni. Pratica che come ho giàampiamente denunciato in un post precedente, non quasi è mai attuata, specie nelle aziende del settore IT.
  Posted by Picasa

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