1) Podcast non significa “amatoriale”. Podcast (o Podcasting) è una modalità di distribuzione, non un contenuto amatoriale erogato via un device che si chiama Ipod.
2) Ipod non significa podcast. Ipod è una famiglia di device portatili prodotti dalla Apple. La combinazione tra il software Itunes e i devices Ipod rappresenta ad oggi la miglior soluzione per gestire i podcast. Per ora è anche la più semplice da configurare, anche per i neofiti.
3) RSS/XML è centrale. Senza un feed XML, un podcast non può essere definito tale. Esistono dispositivi portatili in grado di riprodurre audio scaricato da internet (per esempio la maggior parte degli smart phones), tuttavia pochissimi hanno un software dedicato in grado di “digerire” feeds RSS/XML e di trasferirne automaticamente il contenuto sul dispositivo, ovvero l’elemento centrale di un pod/vodcast.
4) Podcasting non è una moda. Prima di pensare a produrre un podcast con i vostri contenuti comprate un Ipod, sottoscrivete alcuni feeds e capite in prima persona cosa significa fruire in mobilità di contenuti scaricati automaticamente. (dopotutto anche il Papa ha un Ipod)
5) Un corporate podcast deve essere confezionato con criteri di qualità simili alle produzioni per i mezzi tradizionali (spot radiofonici, voiceovers, etc). Vedi punto 1: “podcast non significa amatoriale”
6) Usabilità, usabilità, usabilità. Il podcast è principalmente una modalità distributiva semplice e usabile. Erogare feed RSS senza un criterio, o peggio con un criterio sbagliato, elimina ogni vantaggio intrinseco. Ho visto websites (ovviamente italiani) che rendevano disponibile un feed XML per ogni singolo videoclip.
4) Fate i conti con Microsoft. Anche Microsoft sembra che stia per presentare il proprio player (nome provvisorio: Origami), ma non è ancora chiara la modalità con cui saranno gestiti i feed RSS. Certo è che lo farà e lo farà bene.
Attenzione alla durata. Per i contenuti non esiste una durata standard, tuttavia cercate di non produrre audiovisivi che durino più di 3 minuti ciascuno. Se questo non è possibile, piuttosto divideteli in più puntate.
9) La periodicità è centrale. Avete pianificato la frequenza di aggiornamento o di erogazione di nuovi contenuti e la relativa sostenibilità?
10) Sperimentare, ma decisi. Gli utenti che si iscrivono al vostro feed RSS si aspettano che il vostro “podcast” fornisca periodicamente dei contenuti. Quindi non una piccola “demo”, che altrimenti avreste dovuto rendere disponibile in altri formati più adatti per il download sul web.
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MCC… apriamo una superadio PodvodcastAWAY e lanciamoci nell’impresa di boicottaggio verso gli “old-media” (anonimamente me pare ovvio). Ho deciso il nome della radio: RadioLogicaMente; oppure MondoPupù; ancora meglio sarebbe Radio 121,50.50, chick2chick, aummaumma, magnamagna, chitticaca, seinacozza, costanzociuccia!
Sii serio, devo andare al’ufficio Marchi e Brevetti lunedì mattina. Mandami una mail a secipensiOfai@gmail.com
Caro amico, se hai i capitali per farlo, lunedì mattina sarò con te all’ufficio brevetti con sotto braccio una cartelletta piena di nomi validi.
Un caro saluto
MCC
Ovviamente i capitali per aprire la superradio, non per registrare marchi…
MCC
Condivido decisamente la maggior parte dei punti, tranne il punto 4. Che Microsoft farà bene una cosa comunemente adottata dagli altri esseri umani come “standard” ho i miei dubbi. Cercheranno di lucrarci sopra, come sempre.
Bel post, chiaro, schematico e riassuntivo.
A proposito di un altro tuo post: l’analfabeto del telecoatto, non credi sia un crimine offendere un oggetto come l’iPod chiamandolo “coattamente” Ipod? E che dire di Itunes? Si tratta di marchi registrati, potremmo chiamarli con il loro nome non trovi?
Errata corrige: Tecnocoatto e non Telecoatto, semplice amnesia da commento
Ciao Enzo,
in che altro modo si chiamano quel device e quel software?
iPod e iTunes…ma scusami, sono un mac-maniaco