Apologia dell’analfabetismo digitale

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March 31st
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So che non è bellissimo scrivere post autoreferenziali, ma questo è davvero spassoso:

Anna Colaiuta commenta il mio post sull’analfabeto del tecnocoatto come di seguito:

“Questo personaggio di ‘tecnocoatto’ mi sembra un po’ artificioso. La persona che descrivi è semplicemente uno che non ha a che fare con i computer e tecnologie correlate, non è obbligato a usarle e dunque, del tutto legittimamente, non gli interessano.
Quando vi fosse veramente costretto, orsù, son cose che s’imparano in qualche ora a dir tanto: non stiamo parlando d’imparare il sanscrito, o a scrivere una fuga, o (appunto) a leggere e scrivere.
Insomma, la figura del tecnoanalfabeta mi sembra inventata dai tecnoalfabeti per sentirsi superiori, e forse per una certa invidia verso chi non vive incatenato al telefonino… ”

Non mi resta che segnalare un altro brano tratto da post sull’analfabetismo, a dir poco azzeccato:

’50 Analfabeta linguistico: sapeva di non sapere e quanto questo fosse un grave handicap.
’06 Analfabeta digitale: non sa di non sapere e spesso considera il proprio handicap un perdonabile vezzo.

;) come volevasi dimostrare ;)

Che cosa ho scoperto di bello oggi? don Tommaso e il suo blog.

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March 29th
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Le mie foto Ho scoperto don Tommaso e il suo blog attraverso i commenti al post precedente.
E’ un piacere, in un periodo di apparente oscurantismo trovare un prete che, con buona probabilità in piena autonomia, parla e fa marketing digitale. Alterna post di evangelizzazione a cruenti attacchi a chi mina le libertà di espressione o contro il digital divide. Il sottotitolo del blog cita Virgilio e gli ozi donati da Dio; credo che Internet c’entri qualcosa… ;)
Il blog di don Tommaso http://dontomsci.blogspot.com/

Il futuro? Leggi per la tutela dei diritti del cittadino digitale.

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March 29th
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Ieri un amico “digitale” (Maurizio Goetz) mi ha chiesto di dargli la mia visione su come cambierà il mondo tra 10/20 anni. Gli ho risposto che…
Secondo me, tra 10/20 anni i supermercati, per come li conosciamo oggi, non esisteranno più. Fare la spesa di persona sarà roba da ricchi. I più potranno permettersi solo la più economica spesa online, e secondo lo stesso principio, anche molti altri servizi di base dipenderanno da una connessione alla rete. Sarà normale che il frigorifero, grazie a RFID e WIFI, proponga una lista della spesa da approvare con un click. La tecnologia occuperà ogni aspetto della nostra vita…
E sin qui niente di futuristico.
Futuribile sarà invece la seria necessità di avere uno stato capace di promulgare leggi a tutela del nuovo consumatore digitale, che altrimenti, giusto per fare un esempio, rischierà di non mangiare per una settimana se dovesse verificarsi un “piccolo” problema tecno-amministrativo. Uno di quei problemini di cui già oggi siamo un po’ tutti vittime. Con la fondamentale differenza che oggi al massimo si rischia di rimanere senza SKY o senza numero di telefono a causa di un disguido, mentre nel 2020 un disguido con il provider non farà accendere il motore dell’auto, spegnerà gli ordinativi del frigorifero e disattiverà il contatore elettrico.
Prepariamoci quindi tutti ad una grande battaglia per i diritti di base del nuovo consumatore digitale, prima che sia troppo tardi.

I digital divisi della televisione

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March 28th
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Sono un retespettatore della serie Tv Lost. Ieri ho visto la puntata numero 16 della seconda serie. Ovviamente via piattaforma-internet.
In casa mia c’è un potenziale televisore in ogni stanza, ma in posizioni e in modalità non “centrali” oltre che mai accesi come sottofondo. Tuttavia ieri passo davanti a un televisore acceso mentre vedo iniziare una puntata di Lost su Rai Due. Stanno trasmettendo una delle prime puntate della prima serie…
Ho avuto una strana sensazione, quella percezione che può avere qualcuno che accende la tv oggi e vede iniziare il Festival di Sanremo dell’anno scorso.

Analfabetismo digitale vs. linguistico

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March 26th
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Negli anni 50 un decimo della popolazione italiana non sapeva né leggere né scrivere.
Ma quali sono le differenze tra gli analfabeti linguistici di allora e quelli digitali dell’italia di oggi:

’50 Analfabeta linguistico: sapeva di non sapere e quanto questo fosse un grave handicap.
’06 Analfabeta digitale: non sa di non sapere e spesso considera il proprio handicap un perdonabile vezzo.

’50 Analfabeta linguistico: sapeva che la conoscenza della lingua e della relativa grafia erano aspetti molto seri e fondamentali per comunicare correttamente con il mondo.
’06 Analfabeta digitale: pensa che la non conoscenza delle basi informatiche e l’incapacità di far funzionare un lettore DVD non siano requisiti realmente fondamentali per comunicare con il mondo.

’50 Analfabeta linguistico: il programma del Professor Manzi, in cui insegnava a leggere e a scrivere agli italiani andava in onda in prima serata.
’06 Analfabeta digitale: marzo 2006, E-TV, l’unica televisione italiana che parlava di digitale chiude.

’50 Analfabeta linguistico: gli industriali e i politici erano alfabetizzati e quindi in grado di condurre il paese per ridurre il divario dagli altri stati (in quegli anni la germania contava l’1% di analfabeti)
’06 Analfabeta digitale: gli industriali e i politici sono digitalmente analfabetizzati e quindi non in grado di condurre il paese nella riduzione del divario con gli altri stati (solo il 5% degli uomini di potere controlla personalmente la propria email, negli stati uniti sono il 90%)

Perché questo non è un podcast

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March 23rd
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 –Premesse:
1) Se avete ascoltato un podcast amatoriale, avrete anche sperimentato quanto la confezione sia fondamentale e prioritaria rispetto ai contenuti.
2) Il nostro cervello, sovrastimolato e assuefatto ai media di alta qualità, rifiuta instantaneamente qualunque contenuto di taglio amatoriale dove non siano state applicate le regole base della comunicazione auditiva. (…e tende al sonno…)
3) La facilità con cui è possibile registrare la voce e l’abbondanza di strumenti e piattaforme per la sua pubblicazione non sono sufficienti per creare un buon prodotto, così come non sono sufficienti un forno e della farina per fare del buon pane.

–Fatti:
1) Non ho tempo e risorse disponibili per redigere i testi necessari, e adattati per il canale, affinché si ottenga poi un prodotto “ascoltabile”.
2) Non ho tempo e risorse disponibili per postprodurre le registrazioni affinché si ottenga poi un prodotto “ascoltabile”.
3) Non ho tempo e risorse disponibili perché sono tutte dedicate alla realizzazione di altri prodotti audiovisivi con i quali ottengo invece prodotti “ascoltabili”.
4) Sono appena uscito da un periodo in cui la quotidianità di DigiTalk mi portava via 3/4 del mio tempo e ora vorrei stare lontano da un microfono almeno sino all’inizio della prossima serie del programma.
6) I contenuti di cui voglio trattare nel blog sono più facilmente fruibili in forma testuale (utilizzare le potenzialià dei nuovi media digitali non significa solo audiovideo, ma saper scegliere quando serve l’audio, quando il video, quando il solo testo e quando una miscela alchemica del tutto)
7) Un prodotto audio/video distribuito anche attraverso la modalità del podcast in fondo ce l’ho già: è www.digitalk.tv che anche se fermo alla prima serie,gli accessi mi dicono essere più vivo che mai.

–Conclusioni:
blog.camisani.com è nato muto e soloscritto; un miniblog fatto solo di post brevi, pensieri e piccoli consigli per gli amici ;)

Caffè e WiFi per i vostri opsiti.

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March 22nd
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Sono spesso ospite di aziende di grandi dimensioni e quando in sala riunioni o quella d’attesa ho chiesto se fosse possibile accedere ad una rete WiFi, mi hanno sempre tutti candidamente risposto che OVVIAMENTE questo non era possibile per OVVIE ragioni legate alla sicurezza.
I sistemisti più esperti sanno bene che murare una porta è certamente il modo più semplice per evitare furti, ma è anche quello meno ortodosso e nella fattispecie, educato.
Tutttavia anche i meno esperti sanno che oggi sono ormai disponibili molti metodi in grado di garantire un elevato livello di sicurezza, ma senza per questo impedire l’accesso al web o ad alcune importanti applicazioni quali Skype o altri Instant Messenger (chiusure di cui sono spesso vittime anche i manager stessi).
In buona sostanza, volgio evidenziare quanto le più importanti aziende del settore digitale dimentichino di offrire ai propri ospiti quel minimo di accoglienza che ci si aspetterebbe nel 2006: un caffè della macchinetta e una piccola connessione a Internet.
Sono certo che dopo questo post alcuni di voi prendereanno in considerazione la questione e porranno rimedio.
Se proprio i vostri sistemisti non ne vogliono sapere. (N.d.A. ditegli pure che hanno skills a sufficienza ericontrollate il CV) e non vogliono prendersi la responsabilità di aprire un accesso guest, beh, potete sempre sottoscrivere un contratto base ADSL dedicato alla connettività forestiera così da non lasciare a bocca asciutta i vostri ospiti mentre voi navigate felici, anche se un po’ firewallati e in ostaggio dei responsabili IT.

PC rotto? In UK te lo aggiustano mentre fai la spesa.

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March 19th
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Venerdì si è rotto il mio notebook. Più precisamente ha improvvisamente smesso di dare segni di vita. Kaputt, Broken, Cassé, Roto.
Per me il notebook è vitale, come l’aria. Perciò ho dovuto immediatamente riflettere su quello che avrei dovuto fare per non perdere nemmeno un minuto ed agire:
1-Correre in un negozio e comprarne uno identico o quasi.
2-Invertire gli harddisk tra vecchio e nuovo.(ecco perché mi serviva identico)
3-Correre all’assistenza per portare il vecchio.
Il tutto mi è riuscito, ma solo dopo: aver discusso con i commessi per cambare l’HD (non volevano farmelo fare anche se il nuovo PC lo avevo pagato), discusso animatamente con l’assistenza tecnica (non volevano accettare la fattura come prova d’acquisto) e in ultimo dopo aver ricevuto la solita triste notizia sui tempi indeterminati per la riparazione.
Io smonto PC da quando ho 8 anni e vado d’accordo con sistemi operativi e bit in genere. Per chi invece ha interessi più salubri non sarebbe stato pensabile ricominciare a lavorare normalmente, con tutti i propri dati, solo 2 ore dopo. In italia sapete tutti cosa significhi dover ricorrere all’assistenza tecnica…
Le foto che vedete a inizio post le ho scattate a Londra, in un supermercato in cui all’ingresso c’è un centro assistenza che ritira notebook e altri devices rotti all’ingresso, e li restitusce (quando possibile) aggiustati all’uscita. Mentre voi fate la spesa loro aggiustano.
Passi il cultural divide, la metà dei commercianti che non accettano pagamenti elettronici e il terrorismo psicologico dei TG quando parlano di tecnologia… La diffusione dei PC tuttavia non giustifica l’arretratezza del nostro paese quando si tratta di assistenza tecnica. Ormai la tecnologia è parte integrante della nostra vita ed è per questo che durante la prossima legislatura farò quanto mi sarà possibile affinché il Ministro per l’Innovazione proponga una legge orientata a tutelare i consumatori. Più precisamente una normativa mirata ad obbligare per legge le aziende che forniscono connettività, telefonia, televisione e internet a garantire un livello minimo di servizio senza poter anteporre cavilli e finte questioni burocratiche generate artatamente dalle aziende stesse.
Pochi forse si rendono conto che alcuni aspetti della nostra vita sono in mano a providers di varia natura che in qualsiasi momento possono dcidere che per un problema tecnoburocratico voi non avete più la votra email, il vostro numero di cellulare, il vostro abbonamento alla TV o il collegamento a Internet.
Ora attendete in linea prego…

Firefox 2.0

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March 19th
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Per gli amici segnalo in anteprima che è uscita la prima versione di Firefox 2.0 a1 scaricabile qui (per Windows) dall’ftp di Mozilla.

l’analfabeto del tecnocoatto – Ultima parte

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March 16th
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r) Riesce ad avere problemi col suo PC anche se usa solo un’applicazione: il browser per guardare la posta.
s) Se dice la parola computer, la dice in quel modo lì. Quel modo difficile da spiegare. Quel modo che solo un tecnoconsapevole riconosce immediatamente.
t) T9? Rimettimi subito “quello di prima” con questo coso non riesco.
u) Utilizza un’automobile col cambio manuale.
Con quello automatico non c’è più DIVERTIMENTO a guidare…
v) Vi consegna un VHS da vedere con la naturalezza di chi sa bene che voi, in quanto “supertecnologico”, avete sicuramente un videoregistratore in casa.
Voi ovviamente in casa l’avete, ma non sapete più in quale armadio è archiviato.
z) Zelantemente vi redarguisce se mentre guidate parlate al cellulare o vi interfaciate con qualunque oggetto elettronico. Sono consentiti invece panini, bibite, lunghe conversazioni immersive con specchietti laterali chiusi.

Questo è un Wikianalfabeto, perciò se volete potete aggiungere le vostre lettere “preferite” :)

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